Santissima Trinità Mt 28,16-20

Chi di noi, non ha sofferto, almeno una volta nella vita, per non sentirci creduti, per non sentirci accolti dalle persone che abbiamo amato e che stiamo amando anche più della nostra stessa vita? Chi non ha portato la dolorosa ferita e l’amarezza della diffidenza, del sospetto, del non sentirci accolti, pur essendo nella piena verità?

Dice l’evangelista Matteo, nel brano che ascolteremo, tra poco, che “tutti andarono in Galilea sul monte che Gesù aveva loro indicato”. Ma Gesù non aveva indicato nessuno monte! Gesù aveva detto alle donne che erano andate al sepolcro la mattina di Pasqua di annunciare ai suoi amici che lui era risorto e di precederlo in Galilea dove  li avrebbe raggiunti.

Loro compresero che il luogo dell’incontro non poteva che essere il monte delle Beatitudini.

Solo chi entra nello spirito delle Beatitudini può veramente incontrare il Signore risorto.

Quel giorno c’erano tutti; stupiti, meravigliati e increduli, ricchi solo delle loro fragilità. Gesù sicuramente soffre di questa  loro incredulità, eppure dice a tutti:“ andate e ammaestrate tutte le genti ….”  Affida la buona notizia del Vangelo a cuori increduli, a mani insicure, a fragili amici.

C’è speranza anche per noi, così spesso increduli, insicuri e fragili.

SILENZIO. ABBRACCIO. LODE.

Ci sentiamo un po’ tutti parte di questa fragilità esistenziale. Vorrei che ci sentissimo anche un po’, tutti colpevoli del fatto che il Signore non è conosciuto, che le sue parole non sono ascoltate, che il suo insegnamento è disatteso anche da chi porta nel cuore e sulla fronte i segni sacramentali della redenzione, da chi è stato immerso nel Battesimo e dissetato alle sorgenti dello Spirito Santo, di chi porta ancora il profumo del sacro Crisma e in bocca tiene frammenti del Corpo del Signore e gocce del suo sangue. Colpevoli un po’ tutti di mancata fedeltà, di mancato innamoramento a ciò che il Signore è stato e ci ha dato.

Viviamo un tempo di cuori affamati e di storie disidratate di umanità. Viviamo il tempo  in cui il Vangelo è troppo spesso parola al vento, e i nostri contemporanei, sempre alla ricerca di improbabili uomini della provvidenza, rischiano di divenire ogni giorno sempre più servi di qualcosa e sempre meno figli di Qualcuno, figli Dio.

Uomini  e donne che ormai, sempre più spesso, pregano, si inginocchiano, supplicano favori e grazie nelle banche o nelle agenzie di prestiti che davanti al Padre della misericordia. Di tutto questo, forse nessuno è veramente e totalmente innocente:  dal Papa all’ultimo dei battezzati.

“ Andate e ammaestrate” Cioè: rendete discepoli gli uomini. Chiamateli a divenire discepoli, amici intimi del Signore, capaci di vivere di lui perché nutriti di lui. Chiamati a divenire non dei reclutatori di persone religiose, non membri di una congregazione, ma “pescatori di umanità” – amanti e salvatori di naufraghi. Portatori di una parola di vita, non di rassegnazione o di morte.

Perché la sorte dell’umanità pescata, dei naufraghi tratti in salvo è quella di essere liberati anche da una mentalità piccola e ristretta, delirio e limite di questo tempo e di questo sistema. E scoprire finalmente  la consapevolezza di essere chiamati a vivere in modo migliore, in un mondo migliore, fatti  capaci di un altro respiro, nati per un altro sole, un’altra felicità.

Battezzati allora.Cioè immersi nella vita di Dio che ci chiama a divenire figli, fratelli di sangue e di vita con Gesù. Animati dal respiro stesso di Dio. Tutto questo  per fare che cosa?Tutto questo acosa serve? A fare quello per cui il Signore ci ha comandato.E cosa ci ha comandato in definitiva il Signore?

Tutto l’insegnamento di Gesù, riassumendo anche tutto ciò che ci è stato donato dai profeti, si riassume in un comandamento unico, non uno in più che si aggiunge agli altri, ma unico:” Insegnate ad amare”. Ad amare si impara accogliendo pienamente e totalmente il Signore Gesù, facendo nostre le sue parole, il suo coraggio, la sua tenerezza, le sue preferenze.  E capire che per avere in noi il coraggio di Gesù non importa avere tanta forza, non serve diventare potenti. Basta avere il cuore pulito, basta avere il cuore innocente.

Insegnate ad essere felici come ci ricorda Mosè in Dt.4, 39. insegnate ad essere vivi, insegnate come si fa ad amare il mondo alla maniera di Dio. E si chiude il vangelo di Matteo con le ultime parole di Gesù: “ Io sarò con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo”.Ce lo sta ricordando Papa Francesco visitando le tombe dei profeti inascoltati.

Sarò con voi senza condizioni.Sarò con voi anche quando dubitate e non smetterò di amarvi anche se voi ve ne andrete, anche se mi volterete le spalle. Anche quando non insegnerete nulla a nessuno, io sarò con voi anche quando non sarete capaci di ammaestrare nessuno, io sarò con voi sempre.

E, permettetemi di aggiungere un convincimento che in questi tempi faticosi mi sta maturando fortemente nell’anima e che vorrei riuscire, insieme con voi, ad assumere verso le persone difficili, incredule, ingrate o semplicemente complesse che segnano la nostra vita e il nostro vivere. Ci potetenegare tutto, ci potete impedire tutto, ma non potrete mai impedirci di continuare ad amarvi.