Commento al Vangelo della Domenica di Pentecoste Gv 15,26-27; 16,12-15

Abbiamo poca familiarità con questa festa eppure è la madre di tutte le feste cristiane. Lo Spirito Santo dice l’amore, dice la vita, dice il cuore profondo di ogni scelta veramente e pienamente umana; senza lo Spirito non c’è amore, senza lo Spirito neppure Dio ama.

Il primo atto d’amore è accorgersi che l’altro esiste. Solo da questo possono ancora nascere per noi la tenerezza, la compassione, il perdono, la riconciliazione, il dono e la scelta di vivere insieme una vita che sia bellezza e benedizione.Il brano del vangelo di Giovanni che ascolteremo tra poco, è tratto dal lungo discorso di Gesù durante l’ultima cena, ( cap. 15. 16. 17)è un discorso denso di passione dolorosa per ciò che sta accadendo ed è, al tempo stesso, la promessa che Lui il Signore, non ci lascerà mai soli.

Il Signore non ci lascia soli, mai! Abbiamo bisogno che lo Spirito del Risorto ci abiti la mente liberandoci dalle paure che ci ingombrano la vita. Che lo Spirito ci abiti il cuore rendendolo meno duro e acidioso, guarito dalle tante ferite. Che lo Spirito ci abiti la vita liberandoci da egocentrismi esasperati e mediocrità esistenziali per una vita finalmente buona e risorta.

SILENZIO. ABBRACCIO. LODE.

Ho ancora molte cose da dirvi … ma per ora non siete in grado … verrà lo Spirito e vi guiderà alla verità tutta intera. Lo Spirito di Dio rispetta i tempi di crescita e di maturazione di ognuno e dell’intera comunità; lo stesso Spirito smuove la polvere che la storia deposita sulla nostra vita e sulle nostre coscienze. In Ezechiele 37 lo Spirito ridona vita ad un popolo stanco e rassegnato, rimette in cammino la storia, ridona fecondità ad una storia arida e spenta.

Lo Spirito si oppone non solo all’apatia della fede ma anche all’apatia del vivere e all’apatia del cuore, in quest’epoca in cui si sperimenta così fortemente la desertificazione degli affetti e delle passioni civili. Tempo, il nostro, di vergognose pigrizie e indifferenze di fronte al grido dei tanti, troppi maltrattati e calpestati della storia. Lo Spirito riaccende i cuori, crea uomini e donne dal cuore acceso e dalla coscienza vigile.

Lo Spirito forma dei credenti veramente credibili e testimoni veri e affidabili, in un tempo in cui anche i vertici delle nazioni sono spesso occupati da personaggi infelici che si comportano come dei bulli irresponsabili, lo Spirito plasma ancora e sempre dei cittadini attivi, coscienti e responsabili, capaci di opporsi al clima di omertà e connivenza con questo sistema ingiusto e violento, uomini e donne che guidati dallo Spirito del Cristo Risorto sanno e operano per un mondo migliore; sono i santi, sono i giusti, sono i migliori.

Noi tutti siamo stati battezzati nello Spirito del Cristo risorto, quasi tutti siamo stati cresimati. Eppure gran parte di noi battezzati e cresimati, sembriamo rassegnati a viverci un cristianesimo senza gioia, senza impegno, senza gloria e senza infamia;battezzati a nostra insaputa e cresimatiquasi a sigillare la scelta, anche questa, più o meno consapevole di abbandonare il Vangelo e lapratica religiosa.

Eppure, Gesù ci ha lasciato un compito immenso, carico di fiducia. Facendo Lui più che noi un profondo atto di fede nella nostra futura dignitosa umanità, lo ha fatto nel giorno del nostro Battesimo e della nostra Cresima, il giorno della prima Comunione. Certo, a volte, per come sono andate le cose, per come stiamo vivendo questi Sacramenti, dovremmo tutti, preti compresi, essere arrestati e condannati per vilipendio di cose sacre! Ma guardiamo avanti con fiducia.

Ma a cosa serve concretamente lo Spirito santo? Cosa aggiunge alla nostra vita? Serve veramente?

Isaia 61, 1 – 4: Dio, il Signore, ha mandato il suo Spirito su di me; egli mi ha scelto per portare una buona notizia ai poveri, per curare chi ha il cuore spezzato, per proclamare la liberazione ai deportati, la scarcerazione ai prigionieri. Mi ha mandato ad annunciare un tempo di benevolenza di dio verso tutto il popolo. Mi ha mandato a confortare quelli che soffrono, a portare loro segni di festa invece che  segni di lutto … per ricostruire ciò che è stato violato e distrutto … “

Gesù riprenderà queste parole presentando se stesso e la sua missione, quando entra di sabato nella sinagoga di Nazaret Lc. 4, 16 – 20.

Maria di Nazaret, ricolma di Spirito Santo intona il cantico del Magnificat e preannuncia la costruzione di un regno di pace in tempo di guerra, un regno di verità in tempo di grandi menzogne, un tempo di giustizia dove i poveri verranno finalmente rialzati dalla polvere.

Lo Spirito Santo guida e da forma al sogno di Dio di un tempo in cui l’umanità impara a vivere secondo il suo cuore, finalmente liberi di essere umani, finalmente capaci di vivere la vita con dignità e gioia grande, dove tutti e ognuno trova il suo posto accanto al cuore di Dio finalmente vissuto come Padre. Dio Padre dei poveri, Dio datore di doni, Dio consolatore e luce che illumina.

Dio nella fatica riposo, nella calura riparo, nel pianto conforto. Dio che riaccende la vita di tutti e di ognuno perché nessuno viva nella tristezza di chi ha il cuore spento.