Uno Spirito che è Santo

C’è uno Spirito che è chiamato Santo, è dono di Dio che apre alla vita, genera comunione, rende capaci di condividere il pane e le fatiche, consolida la fraternità, ci impegna a costruire sentieri di giustizia, dona pace e misericordia.

E c’è uno spirito che è definito impuro, esprime  attaccamento al sistema, è la ragione del potente, giustifica il prepotente, accetta disuguaglianze e ingiustizie, disprezza il debole e crea scarti di umanità, genera indifferenza, non ascolta il grido di chi soffre; è lo spirito della mondanità che nel Vangelo si   chiama spirto impuro e si contrappone allo Spirito di Dio che è Santo.

Gesù ci invita a non accontentarci di essere persone religiose, ma a diventare credenti credibili, disponibili a seguire Lui come unico maestro e Signore.

SILENZIO. PERDONO. LODE.

Ci siamo lasciati, domenica scorsa, con Gesù che dice ai suoi primi discepoli:” venite dietro a me, vi farò pescatori di uomini ”. Pescatori di umanità, salvatori di naufraghi, datori e custodi di vita buona. Oggi li vediamo all’opera e vanno a cercare uomini e donne a rischio di perdere la vita nel luogo più impensabile che si possa immaginare; non sul mare o nei posti di lavoro, neppure in posti malfamati o sulla strada, ma dentro una sinagoga durante il culto liturgico del sabato.

Dice l’evangelista che, nella sinagoga, tutti erano stupiti e ammirati dall’insegnamento di Gesù, finalmente una Parola libera e liberante, una Parola che ci fa sentire il Signore vicino e amico, dove la Legge, anche la Legge sacra, vale solo se fa crescere, se rende più vera , giusta e buona la vita delle persone. Tutti  ammirati tranne uno che, parlando al plurale come se fossero in molti, grida verso Gesù: ” Che c’entri tu con noi, Gesù Nazareno, Sei venuto a rovinarci ?”.

Chi, o cosa, poteva rovinare Gesù con il suo insegnamento? Certamente poteva rovinare la struttura religiosa e il sistema di potere del suo tempo, una religiosità del sabato, del culto e delle solenni liturgie ma che non toccava, non liberava e neppure guariva le ferite del vivere quotidiano. Noi diremmo una religiosità della domenica e delle feste comandate, una religiosità dei riti, delle tradizioni, delle processioni e degli inchini, ma che non tocca, non libera, non guarisce e neppure apre ad vita nuova  la realtà di tutti i giorni, dei piccoli e dei poveri soprattutto.

Una religiosità che dice: Dio lo si prega in chiesa quando è il momento, ma fuori, fuori comanda il mercato, le regole del sistema da rispettare, fuori comanda chi ha il potere.

L’uomo che si ribella a Gesù non è necessariamente un ateo! Può  benissimo essere un religioso, un frequentatore abituale della sinagoga, conoscitore delle sacre Scritture; sa chi è Gesù, e lo chiama pubblicamente “ Santo di Dio”, cioè Messia! Eppure, eppure! Anche noi amici! Anche noi chiediamoci quale spirito abita la nostra mente, il nostro cuore, quale spirito da forma al nostro agire, alle nostre scelte di vita quotidiana.

Quando Gesù entra nella sinagoga di Nazareth  legge la profezia di Isaia  61, 1 – 3. “ Lo spirito del Signore Dio è sopra di me, perché il Signore mi ha consacrato con l’unzione; mi ha mandato a portare ai poveri il lieto messaggio, ai ciechi la vista, l’udito ai sordi, la parola ai muti, a fasciare le piaghe dei cuori spezzati, a mettere in libertà tutti gli oppressi, a promulgare l’anno di misericordia del Signore” Lc 4, 18 – 19. Decidono  di eliminarlo gettandolo dalla rupe .

È questo lo Spirito che abita e muove Gesù, questo è lo spirito che muove da sempre tutti i suoi discepoli, dai primi quattro fino ai nostri giorni. È lo Spirito Santo, Spirito che viene da Dio e che noi tutti solennemente abbiamo ricevuto nei Sacramenti del Battesimo e della Cresima. Niente di strano allora che i suoi discepoli siano contestati quando vivono e praticano l’insegnamento del Maestro.

È normale essere contestati dal sistema e dai suoi rappresentanti quando in nome della libertà e della dignità delle persone, in nome della fedeltà al Vangelo di Gesù, vengono messi in discussione abitudini e convenienze sbagliate, leggi ingiuste o discriminatorie.

Il rifiuto e la contestazione dell’Enciclica Laudato Sì e, ancora di più, il rifiuto della Fratelli Tutti, perché toccano interessi politici e razziali, mettono in discussione il sistema economico, culturale, militare. “  Questo Papa ci sta rovinando “. E non lo dicono gli atei ma una specie particolare di persone e strutture religiose.

Gesù ci insegna e ci consegna il compito di non essere semplicemente religiosi, ma quello di  diventare credenti – credibili e contenti. Non basta conoscere la dottrina, bisogna che la Parola di Dio diventi il nostro Pane, il nostro nutrimento, carne nella nostra carne, sangue nel nostro sangue, Spirito che  rende vitale il nostro respiro e sentire che Dio non è un padrone a cui obbedire e regalare feste e processioni, costruire cattedrali o monumenti, ma un Padre da cui lasciarci amare, da cui lasciarci abitare la mente e il cuore per divenire veramente e veramente vivere come suoi figli.

Abbiamo tutti bisogno che il Signore Gesù ci passi accanto e pronunci anche per noi le parole dette nella sinagoga di Cafarnao “ taci spirito immondo, esci da quest’uomo, da questa donna, esci da questa comunità. Tu non provieni da Dio, tu sei frutto di un sistema malato, tu produci divisione, solitudine, indifferenza e morte”. 

Abbiamo bisogno amici, ne abbiamo bisogno tutti, tutti che lo Spirito Santo, lo Spirito del Signore Risorto, torni ad abitare pienamente la nostra mente, il nostro cuore, la nostra vita.

La fuori, c’è un mondo che può essere non solo buono, ma sicuramente migliore. Un mondo che ci aspetta per fare insieme le cose belle e grandi che ci affida il Signore.