“Tu non sei un Dio distratto… tu ascolti  perché ami”

Quante volte siamo costretti a dimostrare di essere, di sapere, di valere e sembra non bastare mai perché siamo contati per ciò che si fa, si produce e si consuma. Tu Signore, vieni a dirci che anche se la nostra vita fosse leggera come un uccellino o precaria come un fiore di campo, o banale come uno dei capelli del nostro capo, Tu vieni a dirci che per Te si vale, si vale molto, si vale sempre, si vale il dono della tua Incarnazione, passione, morte e risurrezione.

Si vale al punto che il tuo amore e la tua cura sono gratuiti, non siamo amati per merito, perché siamo belli o perché siamo buoni, ma per grazia, perché anche se noi prendiamo le distanze da Te, Tu non ti allontanerai mai da noi e ce lo metti per iscritto:” Nulla potrà separarci  dall’amore di Dio, non la spada, né la morte, né gli angeli e neppure i demoni, nulla!” Rom 8, 39

SILENZIO. PERDONO. LODE.

Prima lettura : Geremia 20, 10 – 13.

Salmo 27 : nella tua grande bontà rispondimi, o Signore.

In un momento di crisi profonda – ti innalzo questa preghiera, Signore; ti grido l’angoscia e la rabbia di un cuore tormentato e in rivolta. Perché fai da spettatore distratto del male che affoga questo mondo e dei tanti drammi e problemi che tormentano la vita delle persone?

Nella tua grande bontà rispondimi, o Signore.

Perché resti muto e indifferente di fronte al mio interiore tormento – e sembri osservare impassibile questo mio concitato agitarmi? Parlami, Signore, rispondimi, mandami un segno, una luce che rischiari il buio del mio cuore e argini questa crisi di pianto.

Nella tua grande bontà rispondimi, o Signore.

È vano urlare, imprecare, compiangersi sulle spalle di un altro; – è inutile pregare, implorare, fare incetta di benedizioni e magie. Beato l’uomo che sa fare silenzio per ascoltare la voce dello Spirito e contemplare l’eterna Parola che siede alla destra del Padre.

Nella tua grande bontà rispondimi, o Signore.

Tu taci e chiedi silenzio all’uomo prigioniero dell’affanno. Silenzio  e il coraggio di ascoltare i veri bisogni del suo cuore. Solo chi sa fare silenzio dal rumore  del successo e delle cose, libero dall’attrattiva di mille piaceri, dal credersi onnipotente ed eterno, può sentire la tua voce.

Nella tua grande bontà rispondimi, o Signore.

Solo nel silenzio pur nell’assillo di mille problemi, nell’ansia di scelte difficili. Nel peso del dolore e del male. Solo chi sa fare silenzio di fronte al silenzio di Dio può scoprire il valore della vita e accogliere la sua Parola di pace, – nel silenzio Tu  ci parli e ci accarezzi il cuore. 

ALLELUIA.

Vangelo: Matteo 10, 26 – 33.

È una pagina singolare questa che ci regala oggi l’evangelista Matteo, quasi eccessiva nella volontà di Gesù di rassicurarci. Si comprende meglio il pensiero di Gesù se, questo brano, si legge insieme a tutto il capitolo 10 di cui è piccola parte. È il  capitolo dedicato alla missione. Gesù sta preparando i suoi alla missione e li vuole equipaggiare di tutta la saggezza necessaria, mettendoli in guardia non solo dai pericoli esterni ma anche da quelli interni. Non solo persecuzioni ma anche infedeltà e tradimenti, accanto a  santi, testimoni ed eroi.

Nel corso dei secoli non si è mai capito bene se le prove più dure per il popolo di Dio e la comunità dei credenti, siano stati i tempi di povertà e persecuzione o quelli di bonaccia e di benessere. I discepoli del Signore sono stati migliori nei tempi di povertà e di persecuzione o quando la ricchezza e il potere ne ha fatto dei principi?

Gesù ci sta mettendo in guardia tutti, anche oggi. Anche a noi sta dicendo :” Io vi mando … , non procuratevi né oro, né argento, gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date … Io vi mando come agnelli in mezzo ai lupi … siate prudenti … sarete odiati e trascinati nei tribunali, alcuni di voi  torturati o uccisi … ma voi non abbiate paura …” è tutto il cap. 10 da meditare.

Perché la missione? Perché ogni persona ha il diritto di sentire la Parola e la vicinanza del Signore nella sua vita. Perché tutti possano respirare libertà e dignità, valore e rispetto, soprattutto gli ultimi, quelli che fanno più fatica, quelli che hanno pesi troppo gravosi da portare come  gli svantaggiati, i poveri, comunque si intenda la povertà, gli oppressi, gli sfruttati, i perseguitati, i migranti e i senza terra, senza patria, senza pace.

Chi si prende sinceramente a cuore questa umanità non può che scontrarsi con quei sistemi che  queste realtà producono e moltiplicano. Ogni tempo, ogni paese, cultura, razza e perfino ogni religione può essere parte di questo dramma.

 E anche oggi, prendersi cura di questa porzione di umanità come rivendicare e impegnarsi lottando per una maggiore equità, esigere una più vera giustizia, dare accoglienza ai profughi, pane e dignità agli scartati del sistema, è un impegno gravoso, non privo di pericoli, minacce e persecuzioni. Amare gli ultimi non è sempre politicamente corretto, ma è molto evangelico.

Gesù ci sta dicendo che tutto questo siamo chiamati a fare se veramente ci sentiamo figli del Padre nostro che sta nei cieli , annunciare e vivere l’insegnamento del Signore Gesù ha un costo che lui ha pagato con la vita fin sulla croce. Ci ricorda il Signore che noi tutti siamo chiamati, non necessariamente al martirio ma alla testimonianza si, a costruire un mondo migliore si, a realizzare il “sogno di Dio” di un mondo pacificato, giusto e fraterno si.

E questo ha un prezzo. Gesù ci ricorda che Dio non spezza il volo delle rondini, non spezza il ramo fiorito a primavera, non spezza la nostra corsa nella vita; Dio è la nostra compagnia, il nostro sostegno, sempre! Colui che ci rimette in piedi dopo ogni caduta. Ci assicura che nessuno di noi rimarrà nella polvere perché la mano del Signore sempre ci riaccoglie, perché ognuno di noi, al Signore è prezioso come la pupilla dei suoi occhi.

Non abbiate paura. Non vogliamo avere paura, non vogliamo neppure nasconderci o sottrarci al nostro dovere, vorremmo imparare a vivere pienamente il Vangelo e a farlo  con amore. Proprio in questi giorni, un caro amico mi diceva: ”lavoro come uno matto e faccio sempre più fatica a tenere testa ai problemi di casa mia, sono felice perché lo faccio con amore e dai mei di casa mi sento molto amato”. Non è sempre vero! Non è sempre così! Non per tutti.

Che Dio, almeno Dio sia la nostra certezza. Ecco allora la sua promessa: non abbiate paura! Io sono con voi, sempre! Sino alla fine, sino alla meta.

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