Torniamo semplicemente ad innamorarci 

Cari amici, in questa pausa estiva ci regaliamo la possibilità di lasciar parlare il cuore e tutta la fede che lo abita, perché anche gli scettici, in fondo, credono che lo scetticismo sia l’unica vera fede possibile, e allora, lasciamo che il cuore creda che una vita nuova ci attende. Il resto, è nelle mani e nel cuore di Dio; anche per chi non crede!

Ieri, 13 agosto 2021, un grande uomo, figlio di Eva come noi, amato da Cristo come tutti noi, povero Cristiano odiato dai potenti e dagli stupidi del nostro tempo, è tornato alla casa del Padre, credente a modo suo, Gino Strada ha vissuto in pieno la buona notizia del Vangelo; non esibiva mai la sua fede, spesso si schermiva, eppure, pochi come lui in questo tempo ha dato voce ai piccoli, agli ultimi, alle vittime di ogni violenza e di ogni guerra. Averlo conosciuto è stato per me, un dono di Dio e un maestro di vita.

Grazie Gino. Che il Cielo ti accolga nella schiera dei Giusti e, sarai in buona compagnia.

Oggi, invece della solita omelia, ci regaliamo uno stralcio di preghiera a Maria, scritta da un altro Giusto, anche lui amico dei piccoli, dei poveri, degli ultimi e delle vittime di ogni guerra: don Tonino Bello Vescovo di Molfetta e di Pax Christi.

Da: Maria donna dei nostri giorni di don Tonino Bello – “ Maria donna in cammino ”

“ Santa Maria, donna della strada, come vorremmo somigliarti nelle nostre corse trafelate, ma non abbiamo traguardi. Siamo pellegrini come te, ma senza santuari verso cui andare. Siamo più veloci di te, ma il deserto ingoia i nostri passi. . . . Donaci, ti preghiamo, il gusto della vita. facci assaporare l’ebbrezza delle cose. Offri risposte materne alle domande di significato circa il nostro interminabile andare.

Santa Maria, donna della strada, fa che i nostri sentieri siano, come lo furono i tuoi, strumento di comunicazione tra la gente, e non nastri isolanti entro cui assicuriamo la nostra aristocratica solitudine. Liberaci dall’ansia della metropoli e donaci l’impazienza di Dio.

L’impazienza di Dio ci fa allungare il passo per raggiungere i compagni di strada. L’ansia della metropoli, invece, ci rende specialisti del sorpasso. Ci fa guadagnare tempo, ma ci fa perdere il fratello o la sorella che ci camminano accanto. Ci mette nelle vene la frenesia della velocità, ma svuota di tenerezza i nostri giorni.  Comprime nelle sigle perfino i sentimenti, ma ci priva della gioia delle relazioni umane.

 

Santa Maria, donna della strada, segno di sicura speranza e di consolazione per il peregrinante popolo di Dio, facci capire come, più che sulle mappe della geografia, dobbiamo cercare sulle tavole della storia le carovaniere dei nostri pellegrinaggi. È su questi itinerari che crescerà la nostra fede.

Prendici per mano e facci scorgere la presenza sacramentale di Dio sotto il filo dei nostri giorni, negli accadimenti del tempo, nel volgere delle stagioni umane, nei tramonti delle onnipotenze terrene, nei crepuscoli mattinali dei popoli nuovi che si affacciano alla storia e nelle attese di solidarietà che si colgono nell’aria.

Verso questi santuari, dirigi i nostri passi. Per scorgere nelle sabbie dell’effimero le orme dell’eterno. Restituisci sapori di ricerca interiore alla nostra inquietudine di turisti senza meta. Se ci vedi allo sbando, sul ciglio della strada, fermati, Samaritana dolcissima, per versare sulle nostre ferite l’olio della consolazione e il vino della speranza. E poi, rimettici in carreggiata.

Dalle nebbie di questa valle di lacrime, in cui si consumano le nostre afflizioni, facci volgere gli occhi verso i monti da dove verrà l’aiuto. Allora sulle nostre strade, nelle nostre menti e nei nostri cuori fiorirà l’esultanza di quel Magnificat che tu cantasti un giorno, anche per noi, nella casa di Elisabetta. Amen “.

P. S.  due libri straordinari da leggersi sicuramente:

Maria donna dei nostri giorni  di don Tonino Bello, Vescovo. Ed San Paolo

Carne di donna di Simona Segoloni Ruta, ed IPL. ( Elisabetta  è donna, sposata, madre di quattro figli, docente  di teologia dogmatica e mariologia preso il seminario regionale dell’Umbria

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