Solo chi ama crede veramente

Quando le nostre Eucarestie erano gioiosamente piene di canti, uno in particolare mi piaceva e mi interpellava moltissimo: ”alla sera della vita, ciò che conta è aver amato, tutto il resto passa e muore, ciò che resta è l’amore”. Ve lo ricordate?

Mi piaceva cantare quelle parole che però mi turbavano fortemente e mi chiedevo spesso: ”ma che significa amare? Amare chi, amare come, amare quando?” Poi, qualcuno mi ha aiutato a capire. Ama la vita, mi dicevano! ama questo nostro tempo e  questo nostro Paese con tutti i suoi problemi … perché noi facciamo bene solo ciò che amiamo veramente.

Oggi, la Parola di Dio ci comanda di amare lo straniero, la vedova, l’orfano, il bisognoso, amare la giustizia, la libertà e la dignità di tutti e di ognuno, rispettare il  prossimo, difendere il diritto, la dignità, il lavoro di tutti e per tutti … certamente faticoso eppure necessario  se …

SILENZIO. PERDONO. LODE.

Quando l’amore verso Dio e verso il prossimo è autentico, i comandamenti sono di troppo, o almeno sono troppi; ne bastano due, anzi, ne basta uno solo:” amatevi come io vi ho amato”.

(Gv.15, 12 –17) Nell’antica legge ebraica il Decalogo che Mosè aveva ricevuto da Dio sul Sinai sembra poca roba, e allora si  moltiplicano i comandi e le proibizioni  in maniera smisurata.

Il Talmud, il testo sacro e fondamentale per ogni vero israelita, ne elenca più di 600 di cui 365 proibizioni e oltre 200 imposizioni. Si capisce che chi vuole vivere onestamente  va incontro a serie difficoltà e la domanda su quale sia il più importante, quello che non si vorrebbe trasgredire mai, è una domanda legittima.

Magari fatta con l’inganno e la malizia di sempre, ma legittima. Gesù non fa la graduatoria delle leggi; il cuore di Dio non è un codice di diritti e di doveri, il cuore e il volto di Dio manifestano la sua paternità, la sua grandezza e la sua misericordia. Il primo comandamento che Dio ci ricorda sempre è quello di non dimenticare mai che Lui ci ama. Solo dopo che abbiamo capito quanto Lui ci ama, ci chiede non tanto di osservare semplicemente le leggi e i precetti, ma  soprattutto di imparare ad amare alla sua maniera.

Si perché c’è anche un modo tutto nostro di amare che non è proprio secondo il cuore di Dio in cui ci sono esclusioni, parzialità e perfino ingiustizie. Gesù sta parlando a dei Giudei, dei maestri della legge, uomini che conoscono bene le Scritture e cita due versetti tratti dal libro del Deuteronomio e dal Libro del Levitico. “ama Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua forza, ama il prossimo tuo come te stesso”.

Qui è tutto l’insegnamento necessario per avere la vita, per non tradire la vita, per non perdere se stessi. Dio non è e non vuole essere un dovere ma una fame del cuore e dello spirito. Non lo si ama semplicemente obbedendo ad una sua legge, come se fossimo dei sudditi, ma imparando la fedeltà del cuore e del vivere come tra innamorati.

Il prossimo non è quello che io vado a cercare perché sono un buon credente ma è quello che mi viene incontro quando meno me lo aspetto e mi dice:” ho bisogno di te più che delle tue cose. Ho bisogno che tu mi riconosca e mi accolga come tuo fratello e amico.

Poi ci  chiede di imparare ad amare se stessi, ed è forse la richiesta più difficile. Perché amare se stessi non è coccolarci nei nostri più o meno confessabili capricci o buone intenzioni, ma estirpare la zizzania inutile e dannosa dal nostro tessuto umano e spirituale  per far germogliare e fruttificare tutte le risorse di umanità vera, tutti i semi di vita autentica che il Signore e la storia ci hanno seminato dentro.

E sentirsi amati come il prodigio che è uscito dalla mano di Dio, e allora , con Dio e come Dio, imparare ad amare la bellezza, custodirla come un bene di tutti e per tutti, amare la libertà, il sapere, la salute, la dignità, gli affetti e i volti, sentirli come il bene grande con cui Dio benedice la mia storia, la nostra storia e imparare a dire GRAZIE, GRAZIE,  ad ogni risveglio.

Si amici! È vero! Alla  sera della vita ciò che conta è aver amato. Allora vale la pena lasciarci plasmare il cuore da Dio, lasciarci educare dalla sua Parola perché impariamo veramente ad amare, perché amare veramente è ciò che ci rende umani, cioè capaci di accogliere in noi ciò che è divino. Divenire finalmente cristiani!

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