Commento al Vangelo della domenica: Mt. 25,31–46

Non è vero che lo scorrere del tempo ci fa solo invecchiare, che l’autunno richiama il “ viale del tramonto”, e che l’inverno è solo stagione di fine corsa. I contadini sanno che l’autunno è tempo di abbondanti frutti e follie di colori nella natura, e che l’inverno è il tempo in cui matura il vino per la gioia e per la festa delle primavere che verranno e, nei campi arati apparentemente spenti, si custodisce il grano per il pane e la vita di domani.

Pensieri strani, carenti di sana teologia per la festa di Cristo re? Io non credo! Questo re pastore che custodisce il suo gregge, che ama e conosce le sue pecore una per una e ne apprezza le diversità, questo re amico fedele e custode generoso della vita e del bene di ognuno, viene a nutrirci e a seminarci dentro ciò che conta e ciò che vale perché la nostra vita sia bella e umanamente feconda.

Un re pastore che si cura della nostra fame più vera e profonda: vi è in noi fame di umanità, fame di pane, fame di libertà e di rispetto, fame di dignità e di affetto, fame di senso e di trascendenza, fame di sapere e di amore non solo per tirare a campare ma per custodire la gioia di vivere.

ABBRACCIO

“ Alla sera della vita, ciò che conta è avere amato, tutto il resto passa e muore, ciò che resta è l’amore” Lo cantavamo in chiesa, e lo cantavamo anche sui lunghi sentieri di montagna, in quella stagione della vita in cui amare era semplicemente voce del verbo sognare.

E la vita ci ha mutato, a volte ci ha lasciato indietro, accartocciati nelle nostre pigrizie, mentre lei correva avanti, a volte abbiamo tentato il sorpasso, ebbri di libertà che ci portavano fuori strada; poi la vita e il vivere hanno imparato a camminare insieme, siamo cresciuti, forse siamo anche migliorati, sicuramente ci siamo fatti adulti. Sogno e credo: adulti, maturi e felici anche nella fede.

Me lo hanno chiesto in diversi in questi giorni: dove sarà finito, ora che è morto, l’uomo di Corleone? Non lo so amici miei dove è finito. Gesù dice che chi vive solo per se stesso muore per sempre, chi invece, vive facendo della propria vita un impegno e un dono, chi si mette a servizio lavorando onestamente per il bene e la felicità degli altri, non muore per sempre, la sua vita continua, perché il bene non muore, perché amare è una qualità della vita divina che il Signore pone dentro ciascuno di noi come un seme da custodire e far crescere.

Ma quest’uomo ha avuto una moglie, quattro figli, in qualche modo ha amato, qualcuno ha servito?!

Avere una donna e fare dei figli non significa necessariamente amare e custodire la vita.

Non lo so. Non ho mai visto dal vivo il suo volto. Mentre ho visto dal vivo il volto di alcune delle sue vittime e dei tantissimi loro familiari. Ho visto il dolore, le lacrime, la disperazione di mamme, di babbi, di figli , di spose di fidanzati e di mariti.

Ho visto il loro dolore immenso e, mentre l’uomo di Corleone rivendicava con sprezzante cinismo i propri crimini, quasi fossero dei trofei, con centinaia e centinaia di vittime quasi sempre innocenti, i familiari delle vittime, i loro parenti, semplicemente chiedevano: perché, perché.?!?! ci sarà mai giustizia per noi?

Il vangelo di oggi ci rivela la verità ultima, sull’uomo e sulla sua vita. Che cosa resta di una persona quando non resta più niente? Resta l’amore dato. Resta l’amore ricevuto

Avevo fame, avevo sete, ero straniero, nudo, malato, in carcere e tu … tu cosa mi hai fatto?

No amico, non dirmi che non mi hai fatto niente di male, per non farmi niente di male bastava che tu non nascessi, o che io e te non fossimo mai nati, ma noi siamo nati, noi abbiamo una vita a disposizione. Non te la puoi cavare dicendo che non mi hai fatto niente di male.

Quello che Gesù ci sta chiedendo sono sei passi di un percorso esistenziale, dove la sostanza del vivere e della vita di una persona ha un solo nome, una sola identità: amore.

Amore come forma dell’uomo, della donna, di ogni persona. Amore come forma di Dio. Amore come forma del vivere. Sei passi per incamminarci verso la vita, verso il regno di Dio. Sei passi per vivere su questa terra, in questo tempo, in questo paese accanto alle persone che amiamo, e farlo finalmente secondo il sogno di Dio.

Dio, primo esigente custode della nostra felicità. Dio che non ci chiederà mai se abbiamo obbedito a lui o alle sue leggi ma se abbiamo amato noi stessi e il nostro prossimo, come lui ama e, amare come Dio significa farci custodi affidabili e credibili del bene e della felicità di tutti e di ciascuno.

Sei passi ci propone questo vangelo, sei passi che riguardano il prossimo in cui Dio si identifica, sei passi per intuire i tratti del volto e del cuore di Dio. Esperienza di un cuore e tratti di un volto così divinamente belli da farmi estasiare e cantare:

Tu sei il mio Signore, di te ha sete lamia anima, di te ha fame la mia vita. In te riposa il mio cuore. Ogni giorno, mio Dio e per sempre.

 

Cari amici siamo a quota 46. lettere spedite a voi e, la cosa meravigliosa è che molti di voi mi rispondono con consigli e suggerimenti, anche correzioni di cui vi ringrazio e vi prego di continuare. Tra qualche settimana si attiverà un Blog, ve ne darò notizia quanto prima. Preparatevi a collaborare. GRAZIE. Vi voglio bene. Marco

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