Pasqua 2021

Pasqua non è la festa dei rassegnati ma dei combattenti; bisogna avere coraggio, bisogna essere donne e uomini di grande coraggio per vivere veramente la Pasqua del Signore Gesù. È il Vangelo che ci parla di coraggio, soprattutto ci parla di donne coraggiose, perché sono state le uniche a non abbandonare Gesù quando tutti lo hanno fatto.

Sono le prime ad arrivare al sepolcro al sorgere del nuovo giorno, e lo trovano vuoto, trovano le bende e il sudario, segni dell’amore e del dolore, scoprono che amare è saper dire a qualcuno: ”tu non morirai mai nella mia vita“, e incontrano angeli che annunciano di non cercare tra i morti il Signore della vita e dell’amore.

Sono le prime missionarie e testimoni che il Signore della vita non può trovarsi nei sepolcri costruiti dagli uomini, laici o credenti che siano, custodi del tempio delle varie religioni o seduti sui molti troni del potere politico, militare, economico, culturale; il Signore non si trova la dove gli uomini vorrebbero che stesse, ma sulle strade della vita, a custodire il cuore e l’anima di ogni vivente. 

Gesù risorto viene a dirci che la storia non ha bisogno di un martire in più, ma finalmente può assaporare la risurrezione. La storia è già ricca di martiri e di testimoni meravigliosi, la storia è ricca di donne e uomini che hanno dato la vita per amore del prossimo … è una verità preziosa da non dimenticare mai, è il dovere di una memoria onesta e purificata di cui abbiamo bisogno per custodire la nostra dignità di persone umane,  ma la risurrezione di Gesù viene a dirci un’altra cosa importante e cioè che nel progetto di Dio la vittoria finale non è dei carnefici ma dei giusti, anche se momentaneamente vittime.

Non ne possiamo più di una storia dove i carnefici, comunque si vestino e si presentino sulla scena del mondo, abbiano sempre ragione sulle loro vittime; Pasqua è la festa del riscatto di tutte le vittime, di tutti gli innocenti che Dio, il Padre per tutti, richiama alla vita piena e vera, alla vita nuova per sempre, e allora noi credenti, a Pasqua possiamo gridare con forza:

“ In piedi voi miti, voi tutti che ripudiate ogni forma di cattiveria e di violenza, in piedi  voi costruttori di pace in un mondo dove le armi sono un capitale vincente. In cammino voi che percorrete sentieri di giustizia, voi affamati di verità, voi che avete lavato e purificato in Cristo la vostra vita.

In  piedi e camminate con fierezza perché vostro è il regno e la storia, e allora ci sia lo Spirito Santo, lo Spirito del Cristo risorto in tutti coloro che si impegnano e lottano per un mondo migliore, perché la vita di tutti e di ognuno sia migliore, finalmente risorta, liberata dalla sottomissione e dalla paura”.

Cari amici: Pasqua viene a dirci che  Gesù è risorto,  e ha promesso che chiunque vive e crede in Lui non muore per sempre! Allora  il futuro non appartiene alla violenza e neppure ai violenti, allora noi sappiamo che questa storia malata e gravida di peccato può essere cambiata, che un mondo migliore è possibile, ed è possibile per ognuno di noi  vivere in modo migliore.

Vorrei, come ogni domenica, ringraziarvi di essere qui a celebrare insieme l’Eucarestia. Oggi è Pasqua di risurrezione, una ragione in più per dirvi grazie! 

Ma anche per dire a me stesso e a tutti voi che, pregare nell’Eucarestia non è semplicemente un bel gesto, una buona scelta. Pregare è un gesto impegnativo, una scelta esigente e molto scomoda. Fare memoria di Gesù il Cristo non è mai senza conseguenze.

Vogliamo, proprio perché amici del Risorto, fare memoria di alcuni problemi che ci interpellano tutti.

La dolorosa crisi umanitaria che  la pandemia unita alle tante e diverse forme di povertà, la miseria, le guerre in atto e alle troppe ingiustizie oltre ai cambiamenti climatici, stanno devastando la vita di milioni di esseri umani e non può lasciarci indifferenti. 

Questo complicherà ancora di più la nostra convivenza neri prossimi tempi. È facile dire:” ognuno a casa propria”.  Sappiamo tutti che oltre le facili menzogne, “ il pianeta terra, è la casa di tutti e per tutti, a prescindere da dove si nasce, dal colore della pelle dal modo in cui si prega”.  Che il diritto alla vita, ad una vita migliore, a un pane meno amaro, è un diritto di tutti e per tutti.  Così pensavano molti dei nostri padri e dei nostri nonni prima di emigrare per il mondo.

Vogliamo tutti uscire da questo momento di dolore e di fatica, vorremmo però che ognuno ne uscisse migliore, più ricco di umanità, più capaci di solidarietà, più innamorati della giustizia, restituendo e riconoscendo valore, dignità e rispetto ad ogni essere umano, nessuno escluso.

In questo anno abbiamo visto molti amici lasciarci prima del tempo per la pandemia e le sue dolorose complicanze; ci sembra di averli persi e ci sentiamo tutti un po’ più soli, la loro sofferenza ci ha tutti molto provati, ci sentiamo più poveri. 

La Pasqua, festa dei risorti in Cristo, viene a darci la certezza che i nostri cari sono nel cuore del Padre, nuovi santi in cielo che, redenti e purificati, intercedono per noi. Regaliamoci, anche con il loro aiuto e la loro intercessione, la missione e il compito di rendere più dignitosamente umano e bello il nostro tempo e il nostro mondo. Sarà  il modo migliore e più sincero di dire il nostro GRAZIE a chi ci ha voluto bene ed è tornato alla casa del Padre.

Grazie amici, grazie a voi tutti e: Buona Pasqua.

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