8° compleanno di Libera Prato

LIBERA celebra il suo ottavo compleanno nella memoria di Calogero Tramuta, vittima di cosa nostra.

Il suo volto ci guarda dall’altare dei Giusti, dal popolo dei sognatori nella chiesa di San Bartolomeo in Prato.

Abbiamo bisogno di loro, di questi testimoni generosi, di questo popolo di sognatori, capaci di restituirci la gioia di vivere. Sì amici! Oggi celebriamo il compleanno di Libera e lo facciamo qui, davanti all’altare dei giusti; abbiamo collocato i volti degli uomini e delle donne migliori, alcuni lontani nel tempo, altri vicini, altri ancora consanguinei, di alcuni di loro siamo decisamente innamorati.

Sono gli uomini e le donne più intimi a Gesù Cristo anche se non sempre e non tutti hanno professato una religione. Comunque non necessariamente quella cattolico cristiana. Erano e sono un popolo di sognatori e questo li rende intimi al Signore Gesù. Perché? Perché Gesù è stato tra i più grandi sognatori della storia umana.

Prendo in prestito le parole di un’amica, una donna dal cuore grande e dalla fede ardente, Marina Marcolini, nel suo libro: “Basta che un uomo solo sogni”. Marina scrive: “Il sogno è un desiderio profondo che prende la forma di una narrazione. Gesù con la sua vita viene a narrarci il sogno di Dio e a risvegliare lo stesso desiderio che dorme dentro ciascuno di noi.

Il fascino del Vangelo, che attrae e seduce ancora, irresistibilmente, dopo tanti secoli è sempre questo: dare un volto al nostro desiderio profondo, al sogno che teniamo nel cuore. Il sogno si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi. (Gv 1, 1 ss). Il Sogno afferrò Levi da dietro il banco delle imposte e ne fece un discepolo; conquistò il cuore e la vita di Maria di Betania e dette splendore di incrollabile fedeltà alla Maddalena, sedusse il piccolo e ricchissimo, nonché ladro riconosciuto Zaccheo, come rapì Saulo di Tarso, così, ancora oggi innamora tantissime persone.

Un lago di luce ci abita. Siamo abituati a pensare al nostro profondo come a un luogo fangoso, una palude con sabbie mobili pericolose. Lo chiamiamo inconscio: contenitore di traumi e ferite, paure e desideri inconfessabili. Ma tutti abbiamo un profondo ancora più profondo di questo. Alla radice del nostro essere non c’è fango ma luce, ci sono acque verginali e limpide.

Le donne e gli uomini del Vangelo che hanno potuto sperimentare Gesù, hanno fatto la scoperta di un Dio vicinissimo, intimo; come pane da mangiare che entra nella persona e ne nutre tutte le fibre vitali, un Dio Spirito che penetra e infiamma, fa ardere il cuore, accende energia e intelligenza.

Anche oggi chi incontra Gesù scopre di fare gli stessi sogni di Dio, incontra la luce che lo abita, luce che si irradia dal cuore verso il mondo in un’iride dai molti colori, il colore dell’amore, il colore della pace, della giustizia, della libertà. Il sogno della comunità, sogno di Dio e nostro.

L’aspirazione alla comunità riprende fiato dopo ogni sconfitta, delusione o tradimento, abbeverandosi alle sorgenti fresche della vita di Gesù, alle parole che danno forma al sogno. Il Magnificat (Lc 1, 46 – 55) è la profezia esultante di sua madre, che canta al presente il sogno rivoluzionario di giustizia, come se già fosse realizzato. È il canto più rivoluzionario di sempre, ben più della Marsigliese; profezia di un altro mondo possibile, che viene: sicuramente viene.

Il Padre nostro ( Mt 6, 9 – 13 e Lc 11, 2 – 4) è la preghiera semplice e libera dei discepoli, che riassume ciò che per tutti è indispensabile: non solo il pane e il perdono e la liberazione, ma soprattutto che il Sogno di Dio si realizzi sulla terra come immagine del cielo. Le parole programmatiche di Gesù nella sinagoga di Nazareth (Lc 4, 16 – 21) sono un manifesto di liberazione dell’umano in tutta la sua pienezza, una promessa di fioritura: vi farò sbocciare alla gioia, alla luce, alla libertà. Le Beatitudini (Mt 5, 1 – 12) cantano il sogno dell’umanità nuova, un popolo di giusti, gioiosi, miti, creativi, coraggiosi, costruttori di pace nel mondo.

Gesù appare nei vangeli come il più grande sognatore della storia, saldo nella sua rocciosa fiducia che l’esito sarà positivo. “so che ci aspettano carnivore tenebre ma so anche che non potranno nulla contro l’amore”. Un sognatore straordinario che sa accendere in altri sogni divini, sa contagiarli di luce.

“Basta che un uomo sogni, perché un’intera razza puzzi di farfalle”! Torres.


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