Natale, è tempo di accogliere

“ Buon Natale “  E’ il saluto più comune e normale che si usa in questi giorni; questo è vero ed è anche molto bello.  Anche noi ce lo diciamo in questa notte / giorno, e nei giorni a venire.

Il  racconto di Natale descritto dall’evangelista Luca, inizia così :” in quei giorni un decreto dell’imperatore Cesare Augusto ordinò che si facesse un censimento, la conta di tutti i sudditi del suo regno che si estendeva su tutta la terra, per controllarli meglio e tutti e da tutti, riscuotere più tasse possibili  … “.

 

Dio è sempre molto geniale, sembra lasciare ai piccoli capricciosi ometti di questo mondo il piacere di sentirsi grandi e potenti. Lui, gioca un’altra storia e, nella notte in cui tutto sembrava sotto controllo, succede qualcosa che controllare non si può: “ nasce un bambino”.

 

Troverete un bambino! Questo è l’annuncio che cambia il corso della storia. Tutti vogliono crescere nel mondo, ogni bambino vuole essere un grande, ogni grande vuole essere  un dio.

Solo Dio vuole essere bambino. Questa è la forza dirompente del Natale. Mentre tutti vogliono salire, prendere, dominare. Dio scende, si  fa piccolo e fragile e viene per donare e servire. Nasce così il nuovo ordinamento delle cose e del cuore.

 

Il grande Shakespeare scriveva: “ Se Cristo non è qui, la mia vita è solo una commedia piena    di rumore e di furore che non significa niente”.

 

 Gesù viene a nascere in un tempo difficile e fragile come il nostro, un tempo in cui l’umanità, la nostra umanità sembra smarrita di fronte ai mali e alle prove che ci attendono, troppi giocano a fare gli spregiudicati senza etica, senza fede e senza dignità. Abbiamo bisogno, oggi più che mai, di donne e uomini con un alto senso della dignità, un robusta eticità e tanta umanità. abbiamo bisogno di custodire sogni grandi e progetti di vita molto umani, perché Dio stesso, si  è fatto umanità per dire a tutti che umano può essere bello, e può essere grande e che vivere con dignitosa e umana fierezza è possibile a tutti, Lui, Gesù il Cristo ce lo ha dimostrato.

E la Parola del Signore, fatta umanità,  annuncia  l’evangelista Giovanni, e lo annuncia a tutti ancora oggi, e lo fa, come sempre, cominciando dai più piccoli della terra, con parole finalmente felici, parole che guariscono, riaccendono i sogni e le speranze:” non abbiate paura, per voi, proprio per voi è nato un Salvatore.

 

E ci invita a non temere! A non avere paura, perché Dio non fa paura! Mai! Se fa paura significa che non è Dio colui che bussa alla porta della nostra vita.  E Dio non poteva inventare un modo più bello per presentarsi a noi che venirci incontro nella fragilità di un neonato, di un bambino che può vivere solo se accolto e amato.

 

Cari amici: guardiamoci bene e stiamo attenti dal ridurre il Natale di nostro Signore ad una favola, magari bella ed edificante, carica di buoni sentimenti, ma pur sempre una favola.

 All’inizio dell’avvento, Papa Francesco ci ha detto che: “ non basta credere in Dio, è necessario ogni giorno purificare la nostra fede, passando dall’essere dei buoni credenti a uomini e donne credibili e contenti perché il Natale non è accogliere un personaggio da fiaba ma il venirci incontro di Dio in Gesù “.

Ci dice ancora Papa Francesco che il Bambino che giace nel presepe ha il volto dei nostri fratelli e delle nostre sorelle più bisognosi, degli impoveriti di cose, dei poveri di speranza e di affetti. Di quanti vivono dentro la tragedia delle guerre, della desertificazione, delle dittature e dell’ingiustizia strutturale, planetaria  troppo spesso colpevolmente ignorata.

 

Per questo: senza amore per il prossimo, specialmente verso chi vive sofferenza, abbandono e miseria, la statuina del bambino non ha alcun significato, si riduce ( sono parole del Papa) a una specie di pupazzo, travolta dalla superficialità consumistica di un mondo ridiventato idolatra e pagano.

 

Questo Natale sia per noi, AMICI, sia per tutti noi  tempo di rinnovato coraggio, almeno il coraggio di essere veramente e pienamente umani. Sia il tempo di osare un futuro diverso e migliore, vivendo con dignitosa umanità il presente. Sia il tempo in cui Dio manda su di noi il suo Spirito santo a fecondarci il cuore e, la  sua Parola torni a farsi carne nella nostra carne, e ognuno di noi rinasca finalmente Cristiano, cioè segno della Sua vicinanza e della Sua presenza nella storia.

I pastori, gli ultimi e i disprezzati della storia di quel tempo, riconobbero in quel bambino un segno della presenza salvifica di Dio. Oggi, noi siamo chiamati ad essere profeti e testimoni di un tempo nuovo. E la profezia di cui il mondo ha bisogno è che i cristiani, almeno i cristiani, non si riducano mai ad ammirare, adorare in maniera più o meno servile i capricciosi potenti del nostro tempo ma “che siano l’accoglienza e il rispetto che fa vivere tutti i mendicanti di luce, di vita e di riconosciuta dignità di questo mondo, cominciando da quelli di casa nostra“.

 

Cari amici, a Natale, Dio viene a noi come un bambino; un bambino che può vivere solo se accolto e amato, non può farci paura, chiede di essere accolto e di poter vivere, sa di poter vivere solo se qualcuno lo ama. Come fanno i padri e le madri di ogni parte del mondo dove, anche i più poveri, vogliono nutrire i propri figli di latte, di sogni e di amore.

Gesù vivrà, nonostante Erode, vivrà perché amato, accolto e protetto. Oggi Dio torna a vivere tra di noi e chiede di essere accolto e amato, vive tra noi, vive per noi, vive per il nostro amore. Nasce e viene a vivere in quegli uomini e in quelle donne che si sentono tanto liberi e grandi da essere incapaci di ogni violenza, di ogni rifiuto, di ogni esclusione, di ogni razzismo.

Buon Natale amici, buon Natale a tutti

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