Commento al Vangelo della seconda domenica di Quaresima: Mt 17,1-9

Quaresima al tempo del coronavirus, al tempo delle paure e delle tante chiusure; la liturgia ci parla di luce e di trasfigurazione. Siamo passati dal deserto di domenica scorsa al volto trasfigurato di Gesù sul monte.

Sono bellissime le parole di Paolo nella seconda lettera ai Corinti 6, 1 – 2:” Questo è il tempo opportuno, questo è il tempo della nostra salvezza! ”. Proprio in questo tempo sfigurato dalla paura, in cui vanno in crisi le tante nostre superbie e le poche certezze, in cui si rischia di smarrire civiltà e umanità, non abbiamo solo il problema del coronavirus, abbiamo un dramma umanitario alle porte dell’Europa che ci interroga tutti. Ci  è data la possibilità di un tempo di silenzio, tempo per riflettere e recuperare noi stessi e magari scoprire che solo la gentilezza e la tenerezza ci salveranno.

SILENZIO. PERDONO. LODE.

Grazie amici, grazie di essere qui anche oggi a nutrire la nostra vita, la nostra speranza con la Parola che il Signore ci offre. E dire anche noi come Pietro: “ Che bello essere qui, non andiamo più via “. Pietro vive lo stupore di chi ha potuto intravvedere per pochi attimi com’è la vita là dove il Regno di Dio viene accolto e vissuto e dice che è bello starci perché: “ Cristo è venuto e ha fatto risplendere la vita di tutti e per tutti “.

Questo è ciò che siamo chiamati a vivere in questo tempo, in questo Paese, con questa umanità ferita ma in cammino.  Oggi ci è data una liturgia piena di vita e di luminosità, rivelatrice di un Dio e Signore che custodisce la nostra vita e la illumina, traccia un orizzonte al nostro vivere invitandoci a metterci in cammino, a non custodire le ceneri del passato e delle paure ma a soffiare sul fuoco vivo che riscalda e illumina il futuro. E risuonano per noi, sì amici, risuonano per noi le parole del Padre:” Questi è il figlio mio, l’amato, ascoltatelo! “. 

Abbiamo bisogno di essere trasfigurati, liberati da tutto ciò che sfigura e intristisce il nostro volto e la nostra anima, da tutte le paure che uccidono i sogni per noi e per i nostri figli, i nostri nipoti e le persone che amiamo. Vogliamo sognare e costruire un tempo diverso e migliore di quello che stiamo vivendo. Saremo capaci di farlo se sappiamo aprire il cuore alla speranza e al prossimo che ci viene incontro.

Abbiamo bisogno di essere trasfigurati, di lasciarci abitare dalla presenza di Cristo Gesù, il Signore della storia, di Colui che, questa storia, l’ha redenta con la propria vita e con il proprio sangue. Questo tempo di silenzio a cui siamo un po’ costretti, potrebbe davvero essere il tempo opportuno per riflettere, pensare, meditare e capire chi stiamo diventando, dove stiamo portando la nostra vita, la nostra umanità, la nostra civiltà.

Abbiamo bisogno che Qualcuno dall’alto dei cieli ci trasfiguri e ci illumini per riscoprire la nuova vita possibile che scaturisce dal Vangelo di Cristo preso sul serio e dai grandi valori  che scaturiscono dalla Carta Costituzionale della Repubblica, dono sacro e sangue vivo dei nostri padri e delle nostre madri, troppo velocemente e banalmente dimenticati.

Abbiamo bisogno di essere trasfigurati, restituiti al volto originario di chi si rivolge  a Dio chiamandolo Padre, di chi riscopre, nonostante fragilità, errori e povertà d’animo, che non la violenza, non il disprezzo dell’altro, non il rifiuto del povero e del misero e neppure uno stato di polizia ci restituirà sicurezza e dignità di vivere, ma il recupero di un vivere virtuoso, un più alto senso della Giustizia, una riconosciuta dignità per tutti e un forte  recupero di umanità, una partica diffusa della gentilezza come valore e della tenerezza umana come stile e modo di vivere.

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