Miracoli pericolosi

“Mio Padre è chi mi garantisce il pane, mio Signore è chi mi garantisce un futuro, mio Dio è chi mi libera dalla fame e dal bisogno”. Sono parole piene di  “buon senso.  Parola che oggi va tanto di moda, che sembra così ragionevole e che invece potrebbe essere segno di una vera e propria miseria dell’animo umano che colpisce tanti, troppi fra di noi.

Gesù ha appena compiuto un “miracolo, dovrebbero essere tutti contenti e felici e, in molti lo sono per davvero, ma Lui no, lui scappa al suo miracolo, o almeno da come viene interpretato.  Aveva  parlato a lungo, aveva riscaldato i loro cuori, li aveva guardati con amore e riacceso in loro una Speranza di vita nuova e, a quel pane condiviso e donato per la fame di tutti, Lui, il Signore Gesù ci teneva veramente, voleva essere un segno prezioso; ma ha fatto fiasco!

E allora scappa il Signore, scappa dai suoi stessi miracoli e dice a ciascuno dei suoi discepoli, a tutti coloro che lo seguono lungo i secoli, oggi lo dice anche a ciascuno di noi, che i miracoli non portano alla fede, i miracoli semmai riaccendono l’antica idolatria; e vogliono farlo re.

Non c’è nulla di scandaloso riconoscere Gesù come re, Lui stesso un giorno affermerà di essere re, e lo farà davanti a Pilato ma, ci terrà a precisare che il suo regno non segue la nostra logica di potere, Lui non sceglierà il trono per esercitare la sua regalità, non cercherà nessuna forma di dominio o di sottomissione, o asservimento il suo modo di regnare, conoscerà invece  il farsi piccolo, farsi servitore di tutti  e laverà i nostri piedi, asciugherà le nostre lacrime, curerà le nostre ferite, e sarà balsamo per le nostre stanchezze. 

Non scomunicherà mai nessuno, anzi, andrà in cerca di chi si è smarrito o perso, e alla fine, farà del suo corpo, della sua vita, un pane per nutrire la nostra vita.  Ai suoi amici di sempre chiede: ”datevi da fare non per il cibo che non dura ma per il cibo che rimane per la vita eterna e che il Figlio dell’Uomo vi darà. Perché su di Lui il Padre ha posto il suo sigillo”.

Non ci nega, il Signore Gesù, il suo aiuto, non disprezza le nostre richieste quando siamo nella prova o bisogno, semplicemente ci educa ad essere più grandi e più esigenti nei suoi confronti; al Signore noi chiediamo un po’ di salute, di benessere, magari un po’ di fortuna per noi e per i nostri, non chiediamo neppure la Vita eterna.

Lui ci risponde: ”ho messo il mondo con tutto ciò che contiene nelle vostre mani, abbiatene curae fatelo germogliare per una vita migliore, più vera, più umana, più degna di voi che siete chiamati a divenire figli del Dio altissimo, cioè, una vita eterna, come eterno è il Padre vostro”.

I Giusti, i Testimoni, i Santi di ogni tempo e di ogni luogo, comunque preghino o chiamino Dio, loro ci hanno creduto, loro sono i Beati che sono parte del suo regno. Giusti, Testimoni e Santi  non semplicemente dei credenti, e neppure di quelli che per scelta religiosa o per professione ci parlano di Dio e del signore Gesù. A meno che diventino Giusti, Testimoni e Santi

Perché il Signore non vuole essere raccontato ( so di scandalizzare alcuni tra di voi, e mi dispiace, ma è la verità ) il Signore Gesù non ci chiede di essere raccontato ma rappresentato e testimoniato, magari con la vita prima ancora che con le parole. 

Noi siamo venuti alla Fede in Cristo non per  le tante belle prediche ma perché abbiamo incontrato uomini e donne, genitori o nonni, zii o vicini di casa, compagni di lavoro, preti, suore e frati o catechisti, che con la loro vita  e il loro esempio ci hanno fatto dire”se questo è il Vangelo, se il Signore mi allena e prepara ad una vita così vera e bella, allora voglio esserci anch’io, voglio essere cristiano”.

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