Ma il Signore, come ci vuole?

Tutti e quattro, gli Evangelisti, riportano questo episodio descritto da Giovanni nel capitolo sesto del suo Vangelo; l’episodio della condivisione dei pani e dei pesci, segno che si tratta di una questione davvero importante.

Vi  è l’anticipazione dell’Eucarestia come clamoroso gesto di Dio verso l’umanità, l’Eucarestia come concepita e vissuta nel cuore del Signore Gesù prima che venisse ridotta a momento devozionale, buono certamente ma anche piuttosto inutile; di fatto più che un dono capace di rigenerarci  a vita nuova, è percepita, oggi,  come un dovere. Molti  tra noi si ricordano il precetto della chiesa di confessarci una volta l’anno e di comunicarci almeno a Pasqua.

Cerchiamo allora brevemente di capire. Gesù salì sul monte e si pose a sedere . . . era vicina la Pasqua. . . alzati gli occhi, vide una grande folla e disse a Filippo dove comprare pane per sfamare tanta gente. Umanità enorme che veniva a Lui perché affamata di una Parola capace di far riposare il cuore in affanno, che liberasse dalle tante prove e fatiche, li guarisse dalle troppe fatiche, che li facesse sentire meno indegni, almeno davanti a Dio.

È importante capire questo perché, il povero come lo sventurato è quasi sempre considerato colpevole dei suoi mali e dei suoi guai. Ecco allora che il primo sguardo di Gesù non si posa mai sul peccato o la colpa dell’umano ma sulla sua sofferenza, sulla sua prova, sulla sua ferita. Più che preoccuparsi di mandarci nel paradiso futuro ( comunque lo si intenda) il Signore si preoccupa di liberarci dall’inferno presente nel quale a volte si struttura la nostra vicenda terrena, dove Dio, perfino Dio sembra essere assente, comunque lontano.

Gesù dice: NO! Dio non è lontano, non è assente, tanto meno indifferente; il Signore è qui e si prende cura di voi ( venite a me voi tutti che siete stanchi, provati dalla vita, affamati, e io mi prenderò cura di voi, io vi ristorerò ). Dio è qui, il Regno di Dio è presente, il Signore cammina, gioisce o soffre insieme a voi, a tutti voi. Nessuno escluso!  Questo  è , oggi come sempre , il grande compito, la  vera missione di una Chiesa credente, credibile e fedele.

Oggi, nelle nostre città, la differenza vera non è più fra chi dice di crede in Dio e chi dice di non crederci o di non crederci più, ma fra chi vede il prossimo sbandato, umiliato e mezzo morto per la strada e si ferma, oppure tira diritto per i fatti suoi.

Abbiamo ricordato in settimana la strage di via D’Amelio, la morte di Paolo Borsellino e dei suoi angeli custodi. Paolo lascia tutti noi un messaggio prezioso:” anche se voi vi sentite estranei ed assolti, sappiatelo: voi siete sempre coinvolti “.  E Paolo Borsellino era un buon credente, uno che alla Messa ci teneva e ci credeva, e la comunione cercava di riceverla e di viverla ogni giorno.

Ecco un messaggio importante che ci viene dal  racconto di Giovanni e , reso ancora più esigente dalle parole di Gesù:” chi mangia di me, vive per me “, ricevere l’Eucarestia, nutrirci del pane di Dio significa vivere come Figli di Dio, facendo nostre le passioni e gli amori di Dio per la storia e per l’umanità tutta intera. 

Notiamo allora che non è Gesù che distribuisce il pane e i pesci, ma sono i discepoli. La cura della terra e di tutta l’umanità, guarire le ferite, rendere possibile l’estinguersi della fame, della sete e delle tante forme di povertà, riconoscere per tutti il diritto alla vita, alla salute, al sapere, alle libertà, alla dignità, è compito affidato a ciascuno di noi, della sofferenza degli ultimi nessuno è pienamente assolto, tutti ne siamo coinvolti.

Cari amici; “ un altro mondo, un mondo migliore è possibile” potrebbe essere il sottotitolo del Vangelo, dove l’utopia di un mondo più bello e più giusto, più ricco di possibilità di vita e di crescita per tutti i giovani e gli innamorati, è il sogno che Dio  affida a ciascuno di noi, siamo chiamati a crederci e a operare con molta generosità. È il solo mondo che abbiamo per amarci veramente, per essere ogni giorno veramente più umani, cioè abitati dal soffio dello Spirito Santo.

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