Lo Spirito Santo è il Vento di Dio che non lascia riposare la polvere della storia

Commuovono e impressionano le parole di Gesù al momento di lasciare i suoi amici, consapevole della loro e nostra precarietà, della fragilità della nostra fede e delle nostre virtù, ci affida a una forza che verrà ad illuminarci.

Verrà lo Spirito ad illuminare, a rivelare, a manifestare ciò che ancora non siete in grado di capire. Dio non pretende la nostra perfezione, chiede la nostra disponibilità, la nostra lealtà, il nostro desiderio di accoglierlo come Luce che illumina e guida il nostro cammino.

Il Signore ci accetta nelle nostre diversità. Manderà lo Spirito santo sui suoi amici, si poserà come fiammelle su di noi, ognuno la sua fiammella ad illuminare la sua mente, il suo cuore, la sua vita. Tutti chiamati ad essere suoi discepoli, ognuno con la propria individualità. E il desiderio di comunione.

SILENZIO. PERDONO. LODE.

È una festa bellissima e dirompente questa della Pentecoste, eppure difficile da accogliere veramente e pienamente. Il dono del Signore Risorto non trova facile accoglienza tra i credenti che ancora non sono risorti; per accogliere pienamente i doni del Risorto bisogna essere, o almeno voler essere come insegna San paolo, nella lettera ai Galati che abbiamo appena ascoltato “ risorti in Cristo a vita nuova, innamorati della terra e affamati di cielo ”.

Il giorno della Pentecoste, mentre la comunità giudaica celebrava il dono della legge data da Dio a Mosè sul monte Sinai, nella piccola e impaurita comunità dei discepoli del Signore, scende lo Spirito Santo. La modalità di questa discesa l’abbiamo appena ascoltata dalla prima lettura, dal libro degli Atti.

La venuta dello Spirito santo sulla chiesa nascente segna il passaggio definitivo tra la nuova e l’antica Alleanza tra Dio e il suo popolo. Con l’avvento dello Spirito santo il credente obbedisce allo Spirito, non abolisce la Legge ma va oltre la legge. Esempio: non rubare e non uccidere è scritto nella Legge antica, ama il prossimo tuo come te stesso insegna Gesù e il prossimo non è quello che io vado a cercare secondo i miei gusti ma è colui o colei che mi viene incontro, cerca e offre aiuto, fraternità, accoglienza, perdono.

Nella  logica dello Spirito santo non esistono i nostri e gli altri, ma in Cristo siamo fratelli Tutti, figli tutti dell’unico Padre, chiamati tutti per amore a camminare insieme, dove nessuno è suddito dell’altro, e nessuno può escludere l’altro perché nella casa di Dio tutti siamo invitati e accolti solo per amore, solo per misericordia, nessuno ci entra per meriti propri.

Non è facile da capire, non lo è stato in passato e non lo è neppure nel presente: Dio non si merita, Dio si accoglie sempre e solocome un dono gratuito frutto e segno del suo amore misericordioso che si china e si prende cura di tutti, dei giusti e degli ingiusti.

Ogni tempo ha le sue peculiarità, le sue modalità che non necessariamente si ripetono. Fare come si è sempre fatto non significa necessariamente essere fedeli, significa essere ripetitivi.Per questo Gesù promette lo Spirito Paraclito che viene e verrà in nostro soccorso, ad illuminare le nostre menti, ad indicarci il percorso. Fedeltà al Vangelo non significa sempre e necessariamente ripetere ciò che è stato ma scoprire ciò che avviene.

Un tempo i nostri missionari partivano per evangelizzare e convertire i popoli infedeli, ne erano profondamente convinti, alcuni fino al sacrificio della propria vita. La maggior parte di loro hanno incontrato una umanità diversa  per cultura, tradizioni, usi e costumi di vita, diversa anche nel modo di credere, chiamare e pregare Dio. Qualcuno ha pensato di conquistarli, a volte anche con la forza delle armi. La maggior parte ha imparato a conoscerli e  ad amarli nelle loro peculiarità e diversità e, camminando insieme, hanno costruito la civiltà dell’Amore e della fratellanza universale.

Oggi il mondo, anche quello vicino a casa nostra, non solo gli immigrati ma anche  quelli della nostra famiglia ci presenta, a volte, realtà e scelte di vita sociale, professionale, affettiva, religiosa non sempre facili da capire. Lo Spirito Santo ci suggerisce non la rigidità delle Leggi anche se buone o giuste, ma prima di tutto il rispetto e la dignità di ogni persona.

Non è sempre facile capire, ma questa è la legge dell’amore che ci ha insegnato un Dio e Signore che ci ha accolto e amato anche nelle nostre fragilità e nei nostri limiti, che morendo in croce ci ha perdonato il nostro peccato e il nostro rifiuto. Risorto ci invita a vivere da risorti, con il cuore abitato dal suo Spirito. Ci consegna la legge dell’amore che rifiuta l’indifferenza  e il disimpegno ma che rispetta le diversità.

Questo non significa che tutto va bene. Significa che la legge e la logica dell’amore  che Gesù ha praticato e insegnato ai suoi, più e prima del giudizio, l’esclusione e la condanna,  chiede fraternità sincera e sincera ricerca del bene comune. Il giudizio appartiene solo a Dio il quale, prima di essere giudice, ci è Padre. Padre per sempre.

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