Il Signore non conosce vendetta

Per la terza domenica consecutiva, Matteo ci riporta le parole del Signore Gesù sul Regno di Dio, sulla vigna custodita nonostante infedeltà e delitti. La storia della salvezza cammina perché Dio non spreca il suo tempo a coltivare vendette ma si prodiga a generare uomini e donne capaci di fedeltà.

E ci invita il Signore, ci invita tutti, oggi più che mai, ad essere anche noi, uomini e donne capaci di fedeltà al suo progetto, a ritrovare in pienezza la nostra umanità, a restituire dignità a chiunque ne sia stato espropriato, a costruire un tempo che non sia nemico dell’umanità, a liberarci dall’ansia e dalla paura del futuro.

Il Signore Gesù ci darà sempre il suo vino perchè la vita sia festa, e quando le nostre riserve saranno esaurite, lo farà sgorgare dal suo petto squarciato che, la cattiveria dell’umanità non renderà meno misericordioso.

SILENZIO. PERDONO. LODE.

Potremmo dire che questa è la domenica in cui si contano, o si raccontano, le delusioni di Dio. Il profeta Isaia ci parla di “ uva selvatica “. Matteo ci parla di una “ vendemmia di sangue “. È il canto dell’amore deluso, dell’amore mancato; e tuttavia apre uno squarcio sul cuore di Dio, un Signore che non si arrende, un cuore di padre e di madre che ad ogni delusione, per quanto triste e dolorosa, riesce solo a ripetere: “ ma è sempre mio figlio “. 

E continua il Signore a mandare profeti, a suscitare testimoni, a generare uomini e donne credenti e credibili come i tanti giusti vittime dell’impegno sociale, ecclesiale, civile. Come  i tanti martiri della carità, della verità, del vangelo; costruttori di umanità guarite e di dignità riconquistate. Ciò che ognuno di noi è chiamato a diventare, giorno dopo giorno.

Pensiamo alle tante persone che ogni giorno rizzano la schiena e fanno con amore il proprio dovere, alla straordinaria generosità di tanti genitori verso figli complicati o difficili, ai tanti figli che si dedicano con amore e infinita cura al declino psicologico e fisico dei propri genitori, a quanti sono impegnati nel creare opportunità di vita dignitosa, di lavoro pulito, di accoglienza e sostegno verso gli ultimi.

Stanno nascendo nuove realtà di impegno verso la custodia del creato, verso la riscoperta di una ecologia sana e integrale, di impegno per bonificare le città non dai poveri e dagli ultimi, ma dall’inquinamento e dal degrado, dalla mafiosità diffusa e corrosiva e da  una indifferenza, a volte perfino insofferenza, verso i fragili e i perdenti che il sistema produce.

Si amici! Anche questo nostro tempo, nonostante tutto, è ricco di umanità vera, generosa e bella secondo il cuore e il sogno di Dio.

Fuori, sulle nostre colline è il tempo della vendemmia, è stagione di maturazione e raccolta. Il  Signore ci chiama a maturazione ogni giorno e ci invita ad essere generosi verso quanti vengono a cercare frutti nella nostra vita, a cercare pane e Vangelo, a cercare giustizia e un po’ di coraggio, un po’ di luce. Quanto siamo disposti a donare di ciò che siamo, di ciò che abbiamo, di ciò che sappiamo e possiamo?

Il profeta Isaia ci mostra ciò che Dio si attende da ciascuno di noi e dal nostro essere comunità di credenti, operai nella sua vigna: “ Aspettavo giustizia, attendevo rettitudine, non più grida di oppressi, non più spargimento di sangue “. Cari amici, il frutto che Dio si attende da tuti noi è una storia che non generi più violenza, sangue , oppressi, ingiustizia e umanità umiliata.

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