Il coraggio di rinascere

Il cammino quaresimale guidato dalla Parola di Dio, ci regala scoperte che ci cambiano la vita: se Dio, perfino Lui, il Signore, guarda con rispetto le nostre fragilità, reticenze e paure. Anche noi fragili abbiamo ascolto e accoglienza presso Dio.

Tendiamo a nasconderle le nostre fragilità, con pudore e vergogna per non apparire piccoli e incapaci, non all’altezza di come gli altri , anche loro piccoli e mediocri come noi, ci vorrebbero vedere. Solo un grande come il Dio Padre rivelatoci da Gesù Cristo non si scandalizza della nostra debolezza e ci accoglie così come siamo; ci ascolta, ci dona il suo tempo e la sua attenzione, ci alleggerisce il peso e la fatica di vivere, si prende cura e guarisce le nostre ferite.

Questo significa “camminare con il Signore – ascoltare la sua Parola”, questo è il valore profondo della preghiera “dare tempo al Signore di prendersi cura di noi”.

SILENZIO. PERDONO. LODE.

Abbiamo ancora nel cuore il grido di Gesù verso i mercanti nel tempio, verso chiunque profana la vita e la dignità del fratello e della sorella, verso chi fa mercato della vita e della fede, banalizza o dissacra il luogo dove il Signore si fa presenza, vicinanza e sollecitudine verso gli umiliati e i fragili e ci fa dono del respiro del Padre, lo Spirito Santo che è vita.

Nella prima lettura vi è la storia del popolo dei nostri Padri, viene narrata la fatica del vivere, alternando l’infedeltà di noi umani, con il preannuncio di enormi castighi e condanne divine, di cui lo splendido salmo 136 ci fa memoria; ma alla fine, prevale il grande ritorno, il grande perdono, il volto e il cuore di Colui che è grande nella misericordia.

Nella  seconda lettura, Paolo ci ricorda le radici della nostra salvezza, la grandezza della nostra vocazione e lo smisurato amore di Dio verso ciascuno di noi, verso tutta l’umanità e non solo ma anche verso tutta la creazione, anche lei amata e redenta.

Giovanni nel Vangelo ci riporta l’incontro notturno tra Gesù e Nicodemo.

Dio è l’Amante che ci salva la vita e ci offre una rinascita dall’alto. Se dovessimo salvare poche parole di tutta la Bibbia, da portare con noi come Viatico nel cammino di ogni giorno, come professione di fede e sorgente di energia per credere, vivere e lottare, tra prove e solitudini, porterei queste poche parole:

“credo nell’amore di Dio, credo che Dio  mi ama“.

Si amici! Abbiamo bisogno di ritrovare le nostre sorgenti profonde, abbiamo bisogno di attingere dal cielo ciò che alimenta la nostra vita, ciò che da senso e significato al nostro vivere. Abbiamo bisogno di rinascere alla vita capaci di uno sguardo nuovo su di noi e sulla storia.

Giovanni ci parla dell’incontro notturno di Gesù con Nicodemo. È  una persona per bene, non fa niente di male, buono e profondamente religioso ma non riesce a sentire viva la sua vita. Vorrebbe  che il mondo fosse diverso e migliore, vorrebbe che la sua vita fosse diversa, ma si trova a fare i conti con una realtà e un sistema che lo imprigiona nella paura e nella mediocrità; come accade a tante persone  che la religiosità non riesce a rendere  libere e migliori

Non è un tempo bello il suo, dominato da un sistema che controlla tutto e tutti, neppure la sua religiosità lo rende libero, ma timoroso, mediocre, che fa sentire Dio come un padrone da temere e da servire, non come un Padre da cui lasciarsi amare e guidare. Neppure il tempio con i suoi troppi sacerdoti, gli innumerevoli sacrifici, le infinite preghiere, riesce a dare una visione e una speranza.

Appare finalmente Gesù, il Messia  atteso, si presenta come alternativa a tutto questo ma non viene accolto da quelli che contano. Le sue parole scaldano il cuore di molti, soprattutto degli ultimi aprendo la loro vita sogni e progetti di libertà e di vita vera, mettono in crisi anche i teologi, ma su tutto e tutti prevale la paura e la consuetudine del “si è sempre fatto così ”. 

Gesù denuncia il peccato senza pronunciare condanne, si offre come luce che illumina e si china sulle ferite e le fatiche di tutti. Offre la possibilità di una vita radicalmente nuova, di rinascere dall’alto, rinascere dal cuore di un Dio che ci è Padre, rinascere dallo Spirito santo per una vita nel segno  della fraternità e non più del conflitto, per un mondo senza schiavi e senza padroni, dove la terra ci è madre e sorella e non più merce da possedere e sfruttare, appropriarsi e rubare, per arricchire pochi e affamare moltitudini.  Ci invita, Gesù, a divenire suoi amici, suoi discepoli, a ricevere il Battesimo nello Spirito Santo per una vita  nuova.

Ecco allora Nicodemo che nel buio di una storia senza speranza va in cerca di Gesù, cerca  la luce vera per dare un senso alla propria vita; e Gesù lo accoglie, lo ascolta, gli parla e lo invita a rinascere. Non lo rimprovera per il suo poco coraggio, va da lui di notte per paura di essere visto e scoperto, ma gli dona coraggio, quel coraggio che lo porterà a divenire suo discepolo, suo testimone.

Dio ha tanto amato il mondo da mandare il Figlio, non per giudicarlo o per condannarlo ma per salvarlo. Tutto questo vale anche per ciascuno di noi. Non dobbiamo diventare buoni per incontrare il Signore. Dobbiamo e vogliamo lasciarci incontrare dal Signore perché Lui ci renda veramente nuovi e migliori. Lui veramente ci offre la possibilità di rinascere per una vita nuova, una umanità nuova, una storia nuova tutta da scrivere e da vivere.

Ci sia in tutti noi la saggezza di usare di questa quaresima, oserei dire anche di questo tempo difficile, della stessa pandemia per lasciarci incontrare dal Signore e, poter finalmente rinascere per una vita nuova, con la certezza che . “Dio ci ama- Dio ha tanto amato questo mondo da donarci suo Figlio come salvezza”. 

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.