Il coraggio di avere paura

“Donami Signore, il coraggio di avere paura e l’umiltà di rimanere fedele nonostante tutto, la forza di non scappare dalle responsabilità, la tenacia di rimanere al mio posto nonostante  la consapevolezza dei miei limiti e dei miei peccati”.

È una preghiera che mi piace, la sento profondamente vera per me, soprattutto in questo tempo in cui abbondano gli spacconi. Donami Signore l’umiltà di chi, ogni giorno deve chiedere aiuto, per rimanere fedele a se stesso, fedele ai propri impegni, alle promesse fatte, alla parola data, alle responsabilità che la vita ci chiede.

SILENZIO. PERDONO.

Signore, che hai rovesciato i potenti dai troni e quanti confidano solo nel loro potere, Tu che innalzi gli umili e sollevi dalla polvere i calpestati, Tu che ricolmi di bene gli affamati e rimandi a mani vuote i prepotenti, insegnaci a non confidare troppo in noi stessi, educa il nostro cuore ad avere fiducia in Te, a credere nella tua fedeltà e ad imparare da te a prenderci cura del prossimo che a noi si affida. Per Cristo nostro Signore. Amen.

 Prima lettura:  Dal primo libro dei re 19, 9 – 13.

 Salmo 84: Donaci Signore, un cuore capace di fedeltà costruttiva.

Signore, sempre ci sei stato vicino – e tante volte ci hai ridato fiducia; hai perdonato i nostri sbagli, hai dimenticato le nostre infedeltà. Tu, Salvatore dell’umanità, non badare alle tante bestemmie, dimentica la cattiveria di tante persone e torna a vivere con noi, a donarci il coraggio e la gioia – mostraci ancora il tuo volto, la tua tenerezza e aprici il cuore alla fiducia.

Il  Signore ha qualcosa da dirci – Lui, sicuramente parla di pace ad ogni credente e a tutti coloro che hanno un cuore sincero. Ci porterà la salvezza, e la terra gusterà ancora la sua presenza, la gioia del suo perdono, i frutti del suo amore.

Torneranno a fiorire tra noi la fede e la speranza – l’amore e la fedeltà – la giustizia e la pace. la sua giustizia sarà come la pioggia di primavera  e feconderà il nostro vivere insieme – la pace sarà come un raccolto abbondante, frutto di una stagione della vita in cui Dio ha camminato e lavorato con noi.

ALLELUIA

Vangelo: Marco  14, 22 – 33.

Forse capita anche a voi, amici, di sentire ogni tanto, qualcuno che grida: “ io non ho paura di niente e di nessuno, io vado sempre a testa alta, io non ho nulla e niente da farmi perdonare, io …”. Fa effetto ma, non è quasi mai la voce di un giusto, di un testimone, di un eroe.

I giusti, i testimoni, gli eroi, sono uomini e donne che la paura la conoscono, non la esibiscono ma neppure la nascondono; semplicemente ci convivono con dignitosa umanità. Sono uomini e donne che sanno, nonostante la paura, percorrono i sentieri della fedeltà e del coraggio, con la tenacia di chi vive il proprio ruolo e la propria vita come missione e responsabilità.

I giusti, i testimoni e gli eroi hanno coscienza del proprio limite e contano, come hanno fatto questi uomini e queste donne, i cui volti abbiamo posto sull’altare dei giusti, contano sulla solidarietà e l’aiuto che viene dal prossimo, e da un Cielo mai vuoto ma attento; sanno che Dio veglia sulla vita dei giusti.

Quando il mare della vita è in burrasca siamo chiamati a lottare contro le forze avverse; e sappiamo che Dio non ci risparmia la fatica della lotta, non ci risparmia e neppure ci preserva dalla fame e dalla sete, dalle ferite e dalle lacrime, semplicemente rimane accanto a noi, resta al nostro fianco, si prende cura di noi. “ Non abbiate paura, non temete, Io sono con voi, sempre”. Queste parole ricorrono  per oltre 350 volte nella Bibbia, quasi il “ buon giorno “ di Dio ad ogni nostro risveglio; augurio di cui sentiamo il bisogno.

Molti di noi portano ancora segni e ferite profonde nella propria carne o nel proprio cuore, e non solo a causa della pandemia; la vita, per alcuni, è un continuo campo di battaglia dove sembra che le prove non finiscano mai, eppure non si sentiamo abbandonati e neppure traditi dal Dio in cui credono. In cui crediamo.

Un amico mi diceva in questi giorni: ”quando il mare della vita ci rovescia la barca si può affogare, qualcuno affoga! Ma si può anche lottare per rimontare sulla barca. Scoprire allora che vivere significa imparare a lottare, imparare a resistere, imparare a rialzarci, imparare a ricominciare.”.

E tu Signore ci vieni incontro nella mano tesa di un amico, nella parola sincera e onesta che ci allarga il cuore, nel volto di un vicino che non si gira dall’altra parte, nella carezza  di qualcuno che non ci guarisce la ferita ma la rende umana, nell’abbraccio amorevole e nel pane condiviso in un momento di difficoltà che diventa vera comunione di vita.

Ecco: avere fede, significa guardare avanti e progettare un domani che non sia una fotocopia del mondo malato di oggi ma qualcosa di meglio, significa assumere il coraggio di diventare adulti nella fede, adulti nella società. E si diventa adulti quando di fronte alla fatica di vivere non abbiamo più nessuno da incolpare ma impariamo ad assumerci la nostra parte di responsabilità, a divenire, se necessario, ribelli: ribelli per amore.

La paura è umana. Avere paura è un atto umano. Non ci si deve vergognare. Nella paura impariamo ad avere il coraggio, l’onestà e la tenacia di restare fedeli a ciò che siamo e a ciò che siamo chiamati a diventare.

Facciamo nostra la scelta di un grande cristiano: Tu, non avere mai paura. Non fare mai paura. Non abbandonare mai nessuno nella paura. Diventa una persona a cui si può credere, di cui ci si può fidare, su cui si può contare.

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