I Santi! Nostre sorelle e fratelli migliori

“Ascolta Israele il tuo Dio . Ascolta  e abbi cura di ciò che ti affido, perché tu sia felice. Insegnalo ai tuoi figli e ai figli dei tuoi figli, per sempre.“  Questa  è la consegna di Dio al suo popolo, questa è la consegna che il Signore fa a ciascuno di noi.

Celebrare la memoria di tutti i Santi, contemplare questa festa della comunione dei santi e dei peccatori che si tengono per mano nel cammino verso la meta, la casa del Padre; tutti insieme, santi e peccatori, perché i santi sono semplicemente e umanissimamente peccatori perdonati e graziati

Noi sappiamo quanto il cammino verso la santità sia difficile, sappiamo che percorre i tormentati sentieri della fedeltà innamorata è faticoso, sappiamo che solo gli innamorati diventano santi; innamorati del cielo, innamorati di Dio e, al tempo stesso, innamorati della terra e di tutto ciò che la abita e la rende viva, innamorati dell’umanità, di cui si mettono a servizio.

Questo accomuna i credenti in Cristo, e non solo: siamo dei salvati per misericordia. Riconosciamo nostre sorelle e nostri fratelli tutti coloro che hanno attraversato, o ancora sono in cammino, nella grande tribolazione. Oggi noi sappiamo, molto più di ieri, oggi noi sappiamo che sono moltitudine coloro che lottano con l’aiuto del Cielo contro i mali della terra.

Oggi noi sappiamo che sono moltitudine coloro che con grande fedeltà vivono la propria scelta di umanità nella loro vita professionale, sociale, culturale, affettiva, religiosa, pagandone, a volte, il prezzo con grande impegno e, a volte, con il dono della propria vita accanto agli ultimi.

Gesù ci affida il manifesto programmatico delle Beatitudini per indicarci il cammino verso la santità. Dopo averci assicurato tutto l’amore del Padre ci chiede di imparare, giorno dopo giorno ad amare l’umanità di cui siamo parte; ci affida i sogni dei nostri figli, ci impegna ad essere solidali con i progetti di vita vera e di umanità nuova dei nostri giovani, ci chiede di avere un cuore da innamorati, e poi  affida a noi le gioie e le speranze, i sogni e le fatiche, le ferite e le sconfitte dei poveri perché nessuno sia solo, nessuno lasciato indietro, nessuno dimenticato.

Abbiamo qui accanto, sull’altare dei Giusti, una serie di volti e di storie che ci aiutano a capire cosa sia oggi il cammino di santità. Il  Vangelo delle Beatitudini, ci insegna che la santità di cui abbiamo veramente bisogno non è un aumento della religiosità ma una crescita in umanità; contrario alla santità non è la poca religiosità ma la disumanità, la sordità di fronte  al gemito di chi piange, al lamento di chi soffre, l’indifferenza verso chi chiede aiuto, il nostro aiuto.

La Chiesa, nella liturgia fa seguire alla festa dei Santi la commemorazione dei defunti e, non ha pianti, perché ciò di cui essa fa memoria non è la morte ma la vita da risorti. La liturgia non ha lacrime se non quelle asciugate dalla mano di Dio. 

La fede nella risurrezione è ciò di cui abbiamo bisogno per costruire il mondo nuovo, il mondo delle Beatitudini dove il credente impara da Dio a vivere con il cuore meravigliato, come all’inizio, quando Dio traeva vita dal nulla ed esclamava in continuazione: ”è cosa bella ciò che ho fatto, è cosa buona ciò che ho creato”.

Oggi, il Signore Gesù, affidandoci il Vangelo, la buona notizia che una vita nuova e migliore è possibile, ripete ancora a ciascuno di noi, alla sua Chiesa e all’umanità intera: “ Ascolta popolo mio, ascolta il Signore tuo Dio, oggi ti affido tutto ciò che ho creato perché tu ne abbia cura“.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.