FERMATI. Ho bisogno di te

Gesù è decisamente determinato a salire  verso Gerusalemme, perché lì, nella città santa, ma anche capace di uccidere giusti e profeti, Lui è diretto. Perché lì, a Gerusalemme, si compie la sua missione terrena. Un cammino non rassegnato, non verso la fine ma un camminare verso il fine, verso la ragione e il compimento della missione che il Padre gli ha affidato.

Ecco perché, durante questo viaggio, il più doloroso e triste della sua vita terrena, Gesù continua ad essere sé stesso, continua a manifestare il volto, il cuore e l’amore del Padre verso questa umanità, non ci passa accanto ma ci viene incontro,  e ci parla di prossimità, di attenzione e di cura, ci sollecita ad essere samaritani del prossimo, entra liberamente nella casa di due donne, continua a  donarci la sua Parola, a guarire i malati, a rimettere in vita gli smarriti, e traccia un cammino per i discepoli che verranno, per ciascuno di noi.

Betania luogo dell’incontro, dell’ascolto della Parola e del servizio, è il luogo della vita vera. Le due sorelle di Betania sono le nostre gemelle, rappresentano lo stupore e la fatica di ogni credente, anche noi ci chiediamo, davanti alle fatiche e alle ferite di questo nostro mondo, cosa dobbiamo fare: aggrapparci di più alla spiritualità attraverso un ascolto costante e fedele della Parola di Dio oppure prenderci a cuore i molti servizi di  questa fragile umanità .

Proprio in questi giorni sentiamo forte il bisogno di riposo; e noi sappiamo che se per risollevarci dalle fatiche  fisiche, ci possono servire le ferie annuali, un po’ di mare o di montagna, le pause settimanali, le passeggiate o una allegra rimpatriata tra parenti o amici, il riposo del nostro spirito, della nostra anima hanno bisogno di silenzio, di ascoltare una Parola diversa, di sostare davanti a Dio, di accogliere la sua Parola, di preghiera e dei doni dello Spirito. 

Cari amici, il nostro rapporto con Dio, il tempo della preghiera e del silenzio non sono una tangente che paghiamo a Dio per tenercelo buono, ma è il tempo che diamo a Dio perché Lui possa manifestarci tutta la sua bontà. Per cui non consideriamo mai tempo perso quello che passiamo con Dio ma una sosta per ricaricarci l’anima e ridefinire la meta.  Questo vale molto di più che forsennate corse contro il tempo senza sapere veramente dove andiamo. E qui  Maria ci è maestra di vita e di sapiente saggezza, come l’altra Maria, quella di Nazareth.

Detto questo però, noi impariamo dalla stessa Parola di Dio che Gesù ci proclama  e che l’evangelista Matteo ci riporta  ( Mt. 25) che sono decisive per il destino nostro e dell’umanità e per la stessa gloria di Dio, questioni squisitamente umane che Marta interpreta alla perfezione: sono i grandi temi del nostro esame finale, sono il mangiare, il bere, il vestire, la salute, l’accoglienza degli stranieri, la visita ai carcerati, la cura dei malati, la liberazione degli oppressi, la  dignità riconosciuta a tutti e per tutti.

Marta e Maria sono inseparabili e complementari l’una all’altra. La Parola del Signore non è fine a se stessa ma vuole rendere  piena e ricca di grazia la nostra umanità. Seguire Cristo, divenire cristiani, non è l’appartenenza ad un club, non è un’allegra brigata di amiconi che finita la festa si ritrovano ognuno per i fatti propri sperando che Dio si occupi di tutti. Ma, diventare cristiani significa l’impegno con Cristo e come Cristo a riconoscerci e ad agire come figli dell’unico Padre, e perciò fratelli e sorelle tra di noi, impegnati a prenderci  seriamente e amorevolmente cura, del bene, dell’umanità  e della felicità dell’altro.

A voi tutti, buone vacanze, ci risentiamo a Settembre