Donaci una fame vera 

“ Io sono il pane della vita “  Figuriamoci! Come se non sapessimo chi sei! Di te e della tua famiglia, conosciamo tutto; tu non puoi essere ciò che dici.  Nel lungo discorso tenuto nella sinagoga di Cafarnao e poi seguito dalla condivisione prodigiosa dei pani e dei pesci, Gesù è riuscito a scontentare tutti. ha scontentato la folla che voleva farlo re. Ha scontentato il Giudei e i teologi della religione ebraica, in fine, ha scontentato anche parte dei suoi discepoli che se ne andranno.

Non è facile capire Dio; abbiamo tutti la pretesa di conoscerlo meglio degli altri, meglio di come Lui stesso ci si rivela perché “ se Dio fosse veramente Dio farebbe le cose in un altro modo “. Lo dicono in tanti, forse qualche volta lo abbiamo pensato anche noi “ se Dio ci fosse . . dovrebbe fare le cose in un altro modo . . . “ anche nella sinagoga si alza la contestazione : “ ma quale pane, quale cielo; noi sappiamo tutto di te . . . “.

Di fronte alla incredulità e alla mormorazione, il Signore Gesù non si perde in recriminazioni. A chi lo ascolta offre la possibilità di andare oltre. In chi lo ascolta  non basta lasciarlo parlare; il Signore ci chiede di essere ascoltato. È anche la nostra grande sofferenza quando sentiamo che le persone a cui vogliamo bene, ci lasciano parlare ma non ci ascoltano.

Ascoltare, accogliere, lasciarci nutrire dalla sua Parola può veramente alimentare la nostra vita come ha nutrito e continua a nutrire la vita di tanti Giusti, Testimoni e Santi , laici o credenti che siano. È importante allora custodire in noi una fame sana che non si placa mangiando un po’ di roba ma che nutre e sazia la nostra mente, il nostro cuore,  il nostro spirito.

Vale la pena, amici, vale la pena chiederci ogni tanto di cosa o, meglio ancora, di CHI si nutre la nostra vita. Ci stiamo nutrendo di generosità, di bellezza, di profondità, di autenticità umana e cristiana oppure ci si accontenta di quel che capita ingoiando superficialità, egoismi, intolleranza, miopie del vivere, paure?

Siamo un po’ quello di cui ci nutriamo.  Per questo Lui, il Signore offre se stesso, offre la sua carne, la sua umanità abitata dallo Spirito santo, offre la sua divinità di figlio di Dio fatto uomo perché di Lui ci nutriamo. 

“ Non mormorate tra voi, dice Gesù, nessuno può venire a me se non lo attira il Padre che mi ha mandato  e io lo risusciterò “.  Non basta il pane per vivere, di cui tutti abbiamo bisogno e per il quale tutti ci dobbiamo impegnare, non solo per la sua produzione ma anche per la sua distribuzione, perché non è il pane che manca sulla tavola del mondo, ma la volontà e l’onestà di distribuirlo con equità e giustizia per tutti, perché sazi la fame di tutti.

Ma abbiamo bisogno anche di un pane che nutra la stessa vita, rendendola capace di una qualità di amore e di grandezza divina che nessuna morte può rubarci. La vita eterna è già iniziata per tutti noi. Dio non si diverte a dare e a togliere, e questa vita, chiede a tutti e ad ognuno di essere vissuta in pienezza, come hanno creduto e vissuto tutti i Giusti, i Testimoni, i Santi, anche quelli che, i malvagi di ogni tempo, hanno creduto di avere ammazzato e soppresso con la violenza, ma che in realtà sono viventi in Cristo più che mai e le loro opere continuano, come un seme gettato nella terra, non muore ma germoglia e continua a portare frutti di vita nuova. Il Pane dal cielo non è un dovere da compiere ma un dono da accogliere per vivere pienamente. È dono di Dio.

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