Dio non è in vendita

In questa terza domenica di quaresima, riecheggiano nella mia mente e nel mio cuore le parole di un grande amico e compagno di lavoro di molti anni fa: ”se ti fai prete devi essere fedele al Vangelo, ma devi restare fedele anche a noi, tuoi compagni di lavoro. Noi abbiamo fatto di te un uomo, non farti rovinare e non ci dimenticare mai”. 

Camminare con Gesù verso la Pasqua ci porta oggi  a riflettere sull’essere pienamente umani, e vivere tenacemente l’impegno a non ridurre mai i grandi beni della vita come la libertà, la dignità, la fierezza e la coscienza a merce di scambio, a non barattarli  mai per la carriera, il potere, il prestigio. Sono tentazioni sempre in agguato e, bisogna stare attenti.

“ Non fate della casa del Padre mio un luogo di mercato”  grida Gesù ai mercanti nel tempio di Gerusalemme. Ma qual è veramente la casa di Dio che non dobbiamo mai profanare e ridurre a mercato? Casa di Dio siamo noi.  Noi  siamo chiamati a divenire casa di Dio.

SILENZIO. PERDONO. LODE.

Casa di Dio siamo ognuno di noi se custodiamo libertà, dignità, fedeltà, speranza ( Ebr 3,6). La parola di Gesù, oggi, raggiunge ciascuno di noi, e a noi tutti dice “ Non fate mercato della persona!” Non comprare e non vendere la vita di nessuno, non comprare i poveri, i migranti e neanche le prostitute; sono come te figli e figlie di Dio e per te e per me risuonano le parole del Creatore:” cosa ne hai fatto di tuo fratello, cosa ne hai fatto delle tue sorelle?”

La povertà e la miseria non li rendono meno umani e se tu lasci morire o addirittura uccidi in loro la speranza, tu dissacri e profani il tempio di Dio che è in loro.  Ci sentiamo tutti interrogati non semplicemente per quello che abbiamo fatto ma anche per quello che con tanta, troppa indifferenza abbiamo lasciato fare girandoci dall’altra parte, in questo tempo in cui tutto sembra sottostare alla legge del mercato; tutto si compra e tutto si vende. 

Mercato  le cui leggi non si discutono mai, il mercato che sembra essere diventato il centro, anzi, il cuore della storia. Dal mercato del lavoro, al traffico di esseri umani, di organi umani, dal traffico di rifiuti tossici e velenosi, al traffico di armi.  ” non fate della vita un mercato, non sottomettetela alla legge del denaro e neppure del più forte, del più astuto o spregiudicato; la vita, ogni vita è sacra”

Ed è qui che  Gesù insegna ai suoi amici di allora e di sempre che l’amore non basta, la carità non basta, neppure la preghiera basta. Occorre che ognuno e tutti abbracciamo l’impegno per  la giustizia, ossia quel sentire sulla nostra pelle le ferite degli altri, che soffriamo nel nostro cuore l’umiliazione e il dolore per le loro vite calpestate e le loro dignità derise, che usciamo tutti dall’indifferenza, dal giudizio facile e dal pregiudizio che ferisce, a volte, uccide.

“ Non fate mercato della fede! “ È la tentazione possibile a tutti, quella di mercanteggiare con Dio preghiere, offerte, sacrifici in cambio di salute, fortuna, protezione per noi, per i nostri amici. Basta vedere la tristezza del formulario che va sotto il nome di  preghiere dei fedeli  durante le messe per capire che anche la liturgia può ingannare e fuorviare. 

Chiediamo a Dio di prendersi a cuore tutte le fatiche e le ferite del mondo, di proteggere i nostri cari e anche i nostri beni, di occuparsi dei poveri, dei malati e dei disperati; mentre Lui ci ha donato la vita, la salute, la fede e l’intelligenza perché noi impariamo a prenderci a cuore le fatiche e le ferite dell’umanità, a custodirne la bellezza mettendo al bando ogni forma di ingiustizia, di violenza o mafiosità. E lo preghiamo dicendo: ascoltaci o Signore.

Ma Dio la sua parte la sta facendo, anche senza bisogno delle nostre preghiere! Siamo noi chiamati ad ascoltare la sua Parola! E scoprire che Dio il Signore ci sta chiedendo a ciascuno di noi di fare la nostra parte, comportandoci veramente come prossimo, fratelli e sorelle tutti e tutte.

Ma allora a cosa serve la preghiera? La preghiera non ci esenta dall’impegno. Nella preghiera Lui ci concede la forza e il coraggio necessari per essere donne e uomini capaci di vera giustizia, di autentica fraternità, capacità di prenderci cura dei piccoli e dei fragili , capaci di sobrietà, capaci di condivisione e di autentica comunione. 

La Comunione che ci abilita a ricevere in noi il Corpo di Cristo nell’Eucarestia che ci cambia la vita, comincia quando impariamo a condividere il pane con chi non ne ha. Quando comprendiamo che il pane buono non nasce tanto dall’elemosina ma dalla possibilità di guadagnarcelo con l’impegno e il sudore della fronte, pane di dignità. Libertà e vera giustizia.

 Consapevoli che ogni uomo, ogni donna, ogni figlio e figlia di Dio, non ha fame solo di pane ma anche e, direi soprattutto, di ogni Parola che esce dalla bocca di Dio.

Questo tocca a noi.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.