Dio non ama la solitudine e neppure l’indifferenza

Dio ci rivela che la solitudine è il grande male di ogni tempo, e che noi siamo stati pensati e creati per vivere in Comunione, abitati dal desiderio di essere con e per gli altri.

Don Tonino Bello, insegnava che la Trinità non è semplicemente viverci accanto: uno + uno + uno. La Trinità divina ci insegna e ci fa capaci di vivere l’uno per l’altro, come a dirci e a farci sperimentare che la mia vita è il cibo che nutre la tua vita, il mio vivere è il prendermi cura di te e viceversa.  È la grande sfida… è la missione che il Signore ci affida perché la nostra vita e il nostro vivere siano sperimentare  gesti divini possibili anche a noi quando siamo in comunione con Lui.

In queste domeniche, l’evangelista Giovanni ci sta conducendo a scoprire il nome più vero e più significativo di Dio, facendocelo scoprire come AMORE. Dio è amore. Dio ha tanto amato il mondo, la terra, l’umanità e la storia di tutti e di ognuno che vuole trasformarla per tutti in storia di salvezza, storia di vita vera, dove la carità è l’unica legge, e la comunione è ciò che fa pienamente e veramente vivere. Perché di questo, Dio ci ha fatti capaci: vivere in comunione!

Allora il Padre non può che donarci il Figlio per rivelarci pienamente il suo volto e per restituire a ciascuno di noi, un volto capace di esprimere umanità vera, talmente vera da contenere  tutto il divino possibile. Come disse, il Creatore,  fin dall’inizio “ facciamo l’umano, facciamolo a nostra immagine, a nostra somiglianza . . .”. ma noi facciamo fatica a capire, fatica a comprendere, noi siamo ancora nell’oscurità e nella perenne tentazione di rifiutare quello che non riusciamo a capire, rifiutiamo o abbiamo paura di ciò che è più grande di noi.

Siamo così innamorati del fango con cui siamo impastati che non riusciamo a sentire nostro il divino che Dio vuole porre in ciascuno di noi, il soffio vitale del suo Spirito Santo, allora l’ignoranza, e la non conoscenza aumentano a dismisura le nostre paure, e le paure ci rendono diffidenti, ostili, aggressivi e nemici. 

Gesù, questo lo aveva capito benissimo e dice ai suoi amici di allora e di sempre, lo dice anche a me, anche a te, lo sta dicendo a tutti noi, a quelli che si credono grandi e potenti e a quanti si ritengono piccoli e fragili:” ho ancora molte cose da dirti, ora non le capisci ma verrà, verrà lo Spirito del Padre e ti condurrà alla verità tutta intera”.

E lo Spirito del Cristo Risorto ci insegna che, amare qualcuno è non rassegnarsi alla sua fragilità, non abbandonarlo mai alle sue paure, ma assicurargli la nostra presenza, la nostra vicinanza, il nostro prenderci cura. 

Lo Spirito del Padre sarà in noi luce che illumina il cammino, non abbiate paura dice Gesù: io sono con voi sempre! Oggi noi sentiamo il Signore che ci dice queste parole e ci guardiamo dentro la nostra anima, ci guardiamo intorno, guardiamo negli occhi il nostro prossimo ma non riusciamo a sentirci contenti; certo ci sono tante difficoltà, le sperimentiamo noi che viviamo nella parte più fortunata del pianeta, proviamo a pensare come vivono gli ultimi della terra o le vittime della povertà, della miseria e della feroce criminalità di ogni guerra!

Gesù indica la Galilea come il luogo  per incontrarlo risorto e vivo, e dice una regione difficile, disprezzata e complessa. I discepoli capiscono da soli dove andare, capiscono che nella Galilea dei pagani, c’è un posto unico, dove Gesù si è fatto conoscere, si è manifestato come il Dio con noi, dove Gesù ha svelato il volto e il cuore di Dio manifestandolo come l’Abbà, come il Padre esclusivamente buono e capiscono che solo lì possono incontrare e sperimentare il Risorto.

Questo vale anche per ciascuno di noi, vale per tutti. Se si continua a cercarlo nelle logiche del tempio, negli anfratti delle religioni, nelle diatribe dei dottori, dei teologi o dei politici, si può perfino diventare religiosi, anche molto religiosi, partecipare alle cerimonie con la candela in mano e scatenare guerre, speculare sulle fragilità altrui, vivere scelte  di vorace mafiosità, consolidare disumane iniquità sociali, e continuare a portarci nell’anima la certezza  che Lui, il Signore Gesù, stia sempre da un’altra parte, che sia rimasto crocifisso e mai veramente risorto. Non è un caso che l’emblema dei cristiani non è il Risorto ma il Crocifisso.

“ andate dunque e fate discepoli tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, insegnate loro ciò che vi ho comandato, io sono con voi”.

C’è tanta misericordia in queste parole Signore! Tu ci mandi, Signore,  a fare cose grandiose, Tu ci mandi a cambiare il mondo e la sua storia, Tu ci affidi la salvezza per tutti e noi ci sentiamo piccoli e inadeguati, ma Tu ancora ci vieni incontro e ci dici di non avere paura, perché Tu ci accompagni sempre e perché niente viene fatto a nome nostro; impareremo Signore, impareremo a benedire, impareremo a condividere il pane, impareremo a curare, rendici capaci di accogliere tutti e ciascuno nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.

Forse non cambieremo il corso di tutta la storia, ma renderemo più umana la nostra storia, almeno quella che tu hai affidato a noi. Grazie Signore; ora, finalmente vuoti da ogni vanità e presunzione abbiamo ciò che veramente conta, la Tua presenza  divina e trinitaria che mai ci abbandona.

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