Dio cammina a piedi per non smarrire il sentiero dei piccoli

Si può crescere nella religione dei Padri, tenendo in grande considerazione tutti gli insegnamenti ricevuti e non trovaci né forza e neppure conforto. Questa è l’amara costatazione di molte persone, provate dalla fatica di vivere e sperimentando la religiosità come un peso in più ”, un supplemento di fatica, un giogo pesante ”.

Gesù dice: venite a me voi tutti che siete provati, affaticati, oppressi, e io vi darò ristoro. Prendete   su di voi il mio giogo, perché il mio giogo è leggero”Dunque c’è un vivere pesante e un vivere leggero, c’è un vivere  asserviti e sottomessi e c’è un vivere liberante.

Eccoci Signore! Prenditi cura di noi e dona pace al nostro vivere, sentirci “ finalmente figli di un Dio che ci ama perché suoi figli ”.

SILENZIO. PERDONO. LODE.

Prima lettura: Zaccaria 9, 9 – 10

Salmo 144: Ogni uomo racconti ai suoi figli, le meraviglie che ha fatto il  Signore

Padre nostro che sei nei cieli, nella dimensione dello spirito e della vita – tu sei degno di ricevere il canto e la lode di noi tutti. Ogni uomo invochi, contempli e gioisca perché venga il tuo Regno sulla terra.

Il tuo regno è il crescere della pace, della riconciliazione e dell’amore fraterno – è il fiorire della giustizia e del perdono – della fiducia e del servizio ai fratelli. Il tuo regno è il maturare della fede nel cuore e nelle comunità dei credenti – è il dono e insieme la scelta – di fare in tutto la tua volontà.

La tua volontà sia fatta nei cieli dagli uomini cittadini dell’eternità – e sia fatta anche qui sulla terra dagli uomini pellegrini nel tempo. Solo tu sei il liberatore, Signore, la sapienza e la speranza dell’uomo – solo tu sei amore e giustizia, forza e misericordia infinita.

Sorreggi chi è debole e solo, conforta chi è nel dolore – fatti amico di chi è emarginato, accompagna chi affronta la lotta. E sia pace tra popolo e popolo – e tra credenti di confessioni diverse – sia pace tra famiglia e famiglia e all’interno della stessa famiglia.

Non permettere che siamo tentati dal consumismo che rende vigliacchi – dalla violenza che uccide l’amore – dall’ideologia che snatura la fede. Libera l’umanità, o Signore, da ogni potere che umilia e incatena e da un futuro senza speranza. Libera e salva tutti i tuoi figli, pellegrini sulle strade del mondo – insegnaci a riconoscerti Padre.

ALLELUIA.

Un tocco di grazia ci è dato dal Vangelo di oggi. Una pagina  che dice lo stupore di Gesù davanti ai prodigi e alle preferenze del Padre. Per capirlo bene lo ascoltiamo all’interno del capitolo 11. È un capitolo molto severo; Gesù elenca tutti i segni e i prodigi che ha dato ai suoi concittadini, le opere compiute verso di loro e per loro, ed è rattristato dalla loro incredulità.

Cosa si intende per È all’interno della Giudea, nella sua patria, lì dove la Parola di Dio risuona da tanto tempo e la religiosità è arrivata a toccare tutti gli aspetti della vita: feste, riti, canti, preghiere, offerte e sacrifici innumerevoli al tempi, tantissimi sacerdoti; potremmo dire un popolo pieno di religione ma arido, povero di fede.

Cosa si intende per Religione ? Religione è tutto ciò che l’umanità fa per piacere o non dispiacere a Dio. Feste, canti, liturgie, preghiere e suppliche, penitenze, rinunce e sacrifici. Sono passaggi che segnano tutti i momenti della vita, lieti o tristi che siano. Lo  fa anche verso i grandi della terra, c’è una sudditanza, a volte un servilismo, verso il potere, comunque lo si intenda, che impressiona. Qualcosa che umilia e sembra non bastare mai, ci si sente sempre in difetto, sempre insufficienti, sempre un po’ colpevoli.

Cosa si intende per Fede?  Fede è scoprire che Dio mi ama come sono, scoprire che per Lui ognuno di noi vale, che il suo amore non lo dobbiamo meritare ma semplicemente accogliere come un dono. Sentirci amati nella nostra precarietà ci aiuta a ritrovare fiducia, ad avere FEDE, a non avere paura, perché Dio non fa paura, perché la paura non rende migliore la vita di nessuno. Né quella dei padri e neppure quella dei figli; avere FEDE è il sentirci amati e accolti e questo ci fa capaci  di scegliere la via migliore.

Sembra che i piccoli, questo lo abbiano capito; per questo si lasciano incontrare dal Signore, sanno essere semplici e i loro occhi vedono miracoli nella propria vita e prodigi nella vita degli altri. Il Vangelo è pieno di questi “piccoli “ che si lasciano incontrare dal Signore, illuminare dalla sua Parola, abitare dal suo Spirito, seguire il suo esempio.

I piccoli non sono santi immacolati e senza peccato, i piccoli del Vangelo sono tutti peccatori perdonati, incontrati sulla strada da un Dio e Signore che cammina a piedi, che ha tempo da spendere, tempo per ascoltare, tempo per accogliere e prendersi cura, tempo per amare anche se non riamato, tempo e gioia per dire che la vita vale sempre e che il pane più buono è quello che abbiamo saputo condividere.

Ma i piccoli, che non sono gli arresi, non sono quelli che  davanti alle fatiche scappano, di fronte al male chiudono gli occhi, di fronte alla menzogna si fanno sordi, di fronte all’ingiustizia del sistema si fanno ruffiani, i piccoli sanno lottare, sanno resistere, sanno faticare, sono quelli che si fanno amici e compagni di chi sta peggio; i piccoli, un giorno diventano grandi.

Quando? Quando davanti alle cose storte o sbagliate, non cercano qualcuno su cui scaricare le colpe, non cercano  né vittime e neppure capri espiatori, i piccoli diventano grandi  quando la loro sete di libertà diventa fame di responsabilità. I piccoli diventano grandi quando non hanno paura della libertà di assumersi sempre le proprie responsabilità e, accettano il rischio di amare pur sapendo che  l’amore verso il prossimo li rende vulnerabili. I piccoli diventano grandi quando rifiutano l’indifferenza e si fanno prossimo di chiunque chieda loro aiuto.

Loro sono i veri credenti, magari poco religiosi ma sicuramente credenti, capaci di vedere Dio all’opera anche in un tempo difficile come il nostro; hanno il coraggio di rivolgersi al Signore chiamandolo Padre perché vedono il prossimo come fratello, come Francesco e Chiara di Assisi, come madre Teresa di Calcutta, come … quelli che hanno fatto grande e ti hanno insegnato a credere e ad amare la vita servendola.

Incontrarli ci spalanca il cuore e le parole ammirate di Gesù verso il Padre, possono diventare la nostra preghiera.

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