Chiamati per benedire

Le prime parole della Sacra liturgia di questo giorno, sono un piccolo tesoro di consolazione e di forza. Dio comanda ad Aronne e a tutti i suoi amici, come ad ogni credente di allora e di oggi :voi benedirete i vostri fratelli!” A ciascuno di noi, in questa liturgia, il Signore dice: ”tu benedirai”.  Ecco perché questo nuovo anno che inizia può essere speciale! Perché ad ognuno di noi il Signore affida il compito e la missione di “ benedire”,  cioè trovare e dire parole che dicano tutto il bene che c’è nell’umano, nel nostro prossimo, dare valore e riconoscimento ad ogni volto.

Benedire e benedirci dentro le nostre famiglie anche quando è difficile, portare il profumo della benedizione nei nostri rapporti quotidiani dentro la società; consapevoli che come cittadini cristiani e credenti siamo una minoranza,  scoprire allora che possiamo, forse dobbiamo, essere il segno della benedizione divina dentro questa storia, dentro il nostro tempo. Saper dire ad ogni essere  umano che si incontra:” tu sei benedizione per me”.

Tutti ci siamo fermati per celebrare il Natale, non tutti abbiamo incontrato il Signore Gesù, non tutti lo hanno cercato, alcuni lo hanno, o lo abbiamo, cercato nei posti sbagliati. I pastori, gli ultimi, gli impuri e gli esclusi anche dalle religioni, loro hanno avuto occhi e cuore per cercarlo nel posto giusto e dopo averlo incontrato hanno manifestato a tutti la loro incontenibile gioia:” il Cielo si è illuminato per noi. Per noi è nato il Messia salvatore”. Rimane sempre vero che il Natale è la carezza di Dio alla povera gente.

Accogliamo anche noi l’invito a costruire un futuro migliore, liberati dalle tante ombre e dalle troppe paure. Insieme a Maria e Giuseppe, nostri protettori alla porta del cielo e nel cammino della vita perché nessuno sia naufrago per le paure, le fatiche, le ferite e le contrarietà del vivere. 

Insieme cerchiamo di costruire una storia senza iniquità e senza violenza e avremo la pace. Senza pace non c’è futuro, senza pace si cancella anche il passato. La pace non c’è un volta per sempre; è un bene sempre minacciato dal male, eroso dai tanti individualismi, dai semi di intolleranza e di violenza, dall’incapacità di riconoscere l’altro come  prossimo e dalla voracità di alcuni di possedere, dominare, apparire.

Cari amici: la pace non è una preoccupazione accessoria. È una necessaria lotta per la vita, contro le terribili sorelle delle violenze e delle guerre che sono le povertà, le malattie, le distruzioni, le disperazioni, la fame, la fuga, le migrazioni. Il benessere raggiunto non ci renda ciechi e ottusi davanti al dolore di tutti gli oppressi, davanti a quanti ci raggiungono scappando dall’abisso del terzo e del quarto mondo, sono lottatori di speranza in cerca di pace, pane e dignità. Noi, figli di migranti da sempre, questo non lo dovremmo mai dimenticare! Mai! Purtroppo ce lo dimentichiamo con disinvolta facilità.

Siamo dei cittadini cristiani, siamo credenti, vorremmo anche essere credibili e, allora, sentiamoci Chiesa,  la chiesa di questo tempo, guidata con amore dallo Spirito Santo che ci ha regalato papa Francesco, anche lui figlio di migranti scappati dalla fame, come Gesù profugo e migrante per scappare dalla furia omicida di Erode.

La Chiesa non può mai essere neutrale di fronte al male, da qualunque parte esso venga, vita della chiesa non è la neutralità accomodante e salottiera, ma la profezia di chi vive la frontiera. E non può mai restare sorda e indifferente davanti a chi grida il proprio dolore e chiede aiuto.

Iniziamo, allora, questo nuovo anno imparando tutti, veramente tutti, a ricomporre i conflitti con la forza della pace, praticando l’accoglienza, dando e chiedendo perdono, riparando gli errori nostri e altrui, imparando tutti ad essere più umani, testimoniandolo davanti a tutti, liberiamoci da odi, risentimenti, incomprensioni. Impariamo  ad essere sempre più cittadini innamorati della verità, che  cercano giustizia, che non convivono con  la corruzione e la mafiosità, dignitosamente figli di Dio e mai servi del sistema.

Accogliere, Proteggere, Promuovere, Integrare, sono i verbi della pace. Niente è facile per chi fa sul serio. Ecco! Noi sappiamo di voler essere persone serie e sappiamo anche quanto sia difficile esserlo. Ma vogliamo anche poter guardare negli occhi i nostri figli e i nostri nipoti con la dignitosa fierezza di chi ci ha provato, almeno ci ha provato a fare la cosa giusta e migliore.

Dio farà il resto. Per questo ci dona la possibilità di iniziare questo nuovo anno ricolmandoci delle sue Benedizioni.