Chi stiamo cercando?

A volte i sogni come la realtà ci fanno paura, preferiamo evadere e non sognare, troppo alto il rischio di illuderci e poi deluderci, soffrire non piace a nessuno, meglio lasciar perdere, accontentarci di una vita piatta. Gesù ci invita a interrogare sia i nostri sogni che i nostri desideri e ci pone domande molto serie, e importanti: ”cosa cerchi veramente?”

Sono le sue prime parole nel Vangelo di Giovanni: ”cosa cercate?”. Le prime parole che pronuncia la mattina di Pasqua alle donne che vanno prima dell’alba al sepolcro e le incontra nel giardino: ”Chi cercate?”. Noi siamo dei cercatori con un punto di domanda piantato nel cuore. Davvero amici! Cosa stiamo cercando nel nostro vivere quotidiano? Chi stiamo cercando in questa Eucarestia?

SILENZIO. PERDONO. LODE.

Gesù è l’inizio di una lunga storia di incontri, di sguardi, di chiamate, di inviti, di curiosità che aprono nuove strade, nuove ricerche, che non ci risparmiano fatiche, timori, paure e perplessità; alla fine c’è una sola ragione per seguire Gesù: “innamorarsi di lui”, tutte le altre sono fragili compresa quella di seguire Lui per diventare santi, la storia è ricca, grazie a Dio, di santi che non hanno mai incontrato il Signore Gesù, esiste anche una preziosa santità laica.

C’è un tempo in cui ci si può innamorare anche di un’idea, di un sogno; poi la vita ci matura e quell’idea, quel sogno devono avere un volto preciso e una grande concretezza, perché Lui, il Signore non è un vago sentire. Le sue parole, i suoi gesti, le sue scelte sono sempre eversive di un sistema perché il suo Regno non appartiene a questo mondo, Lui non è  il nostro sistema e questo spesso significa la fatica di un dissenso  radicale che può portare alla croce.

Sentirci  amati dal Signore, con Lui e come Lui, imparare ad amare, ad innamorarci di Lui e di ciò che Lui ama più di sé stesso, il Signore Gesù ci propone oggi, in questo anno 2021 dell’era cristiana, di sentirci tutti, veramente tutti, parte attiva della dedizione e del prenderci cura del prossimo tutto, nessuno escluso. È un innamoramento da rinnovare e rimotivare ogni giorno, con il coraggio di chiederci sempre qual è il nostro desiderio più forte, quale fame rende viva la nostra vita, dietro a quale sogno stiamo camminando?

Un esempio eversivo? La seconda lettura di questa Eucarestia ce la propone l’apostolo Paolo nella prima lettera ai cristiani di Corinto, città di porto e di mare, crocevia di merci, di mercanti e di umanità, luogo di lavoro, di prosperità ma anche di grande violenza e sfruttamento e Paolo ci propone una scelta di vita eversiva sollecitandoci tutti ad avere un cuore puro perché siamo chiamati a divenire tempio dello Spirito santo:

”Fratelli. Il corpo non è per l’impurità, ma per il Signore, e il Signore è per il corpo. Dio che ha risuscitato il Signore, risusciterà anche noi… i nostri corpi sono membra di Cristo… state lontano da ogni impurità …  perché il corpo è tempio dello Spirito Santo…”.

Una pagina splendida contro la sporcizia morale, l’uso mercificato del corpo, degli affetti, dei sentimenti, della sessualità umana. Fa molto bene la chiesa a riproporci continuamente una scelta pulita e casta della nostra vita affettiva e  sessuale, una visione sana dei nostri affetti e dei nostri amori, soprattutto in un tempo in cui tutto rischia di ridursi a merce. Ma non può essere solo questo!  Un cuore casto è soprattutto un cuore capace di fedeltà, di solidarietà, di vicinanza, di prendersi cura, un cuore che cerca giustizia, restituisce rispetto e dignità a tutti e per tutti.

Gli operai di Corinto come i lavoratori asserviti alla camorra o alla ‘ndrangheta o a cosa nostra o alle svariate forme di disumana organizzazione del lavoro sottopagato e schiavizzato non è forse opera di una  visione impura, immonda, sporca, ripugnante della vita delle persone?  Là dove l’umanità è fatta schiava del profitto a tutti i costi come avviene in tanta parte del pianeta e anche in diverse regioni d’Italia non è forse una profanazione dell’umanità chiamata ad essere tempio dello Spirito Santo?

Guardiamo l’America Latina, guardiamo l’Amazzonia, guardiamo l’Africa in questo tempo di pandemia e a tutte le pandemie venute prima di cui in Occidente neppure ce ne siamo accorti, e ci domandiamo sbalorditi davanti alla tragedia quanto deve essere impuro il cuore di chi vuole questo degrado, di chi finge di non vedere e di non sapere.

Guardiamo la terra dei fuochi in casa nostra e ci domandiamo quanto deve essere impuro e sporco il cuore di chi avvelena  la terra, l’acqua e l’aria che ammala e uccide i propri figli.

Guardiamo il mondo dei migranti, perseguitati o climatici, e sono centinaia di milioni e ci domandiamo quanto deve essere impuro il cuore di un sistema che provoca e specula su tutto questo compreso il silenzio vigliacco di troppi di fronte alle  violenze, alle discriminazioni, di fronte alla dignità calpestata e vilipesa.

Si amici! Il nostro corpo deve essere conservato puro e pulita la nostra anima perché siamo chiamati ad essere tempio dello Spirito santo. Per questo dobbiamo e vogliamo ascoltare il grido di quanti sono calpestati nel fango di una vita che la voracità del potere e della ricchezza di pochi condanna alla disperazione la vita di molti.

La castità del cuore non è una scelta bigotta ma combattente e spesso eroica. Ecco perché il Signore Gesù può essere seguito solo da cuori innamorati che vivono una autentica scelta di fede, e non semplicemente religiosa.

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