Bisogno  di trasfigurazione

L’evangelista Luca ci propone, oggi, il Vangelo della trasfigurazione. La vita con le sue fatiche, le sue ferite, cadute, fragilità e contraddizioni, spesso ci rende degli “ sfigurati”; desiderio del Signore e farci entrare nella luce della trasfigurazione. Vivere il Vangelo è vivere da “ trasfigurati”. Il salmo 34 parla di un Dio che illumina e trasfigura ogni credente. 

La trasfigurazione non è un merito personale, che non sempre e non tutti abbiamo, ma un dono della sua misericordia che tutti possiamo imparare ad accogliere e a custodire.  Mentre pregava. Pregare non è semplicemente dire parole ma imparare a vivere, a nutrirci dell’unica parola che salva. Le nostre parole non cambiano né il cuore di Dio e neppure il nostro; la sua Parola fatta carne rifonda, guarisce, risuscita e trasfigura la storia e la vita, di tutti e di ognuno.

SILENZIO. PERDONO. ABBRACCIO. LODE.

Il nostro camminare insieme non è sempre facile; abbiamo imparato a viverci accanto, a capirci e a compatirci nelle nostre lentezze e nelle nostre fatiche, ma anche ad aiutarci a non arrenderci. I nostri sentieri non sono sempre lineari, a volte sono contorti; eppure, tutti ci portiamo dentro una grande certezza, un vero atto di fede, quando crediamo che per Dio, nessuno di noi coincide con il proprio limite e neppure con il proprio male, ma ognuno di noi coincide con le sue possibilità di bene ancora possibile.

Ecco perché siamo ancora qui, nonostante tutto; incamminati verso una meta alta. Sul monte Tabor, la forza della luce è tale da stordire Pietro che non sapeva quello che diceva. Il Tabor, monte della luce dove Gesù ci indica due strade da percorrere; sono strade quaresimali, cioè di una possibile primavera del cuore:  la strada della preghiera e dell’ascolto.

“ … salì sul monte a pregare. E mentre pregava, il suo volto cambiò d’aspetto … “ Non tutti siamo giusti. Non tutti siamo all’altezza del nostro compito. Forse non tutti siamo in comunione vera con Dio. Ma tutti possiamo pregare, tutti possiamo dire a qualcuno, il credente lo dice al suo Signore:” Ho bisogno di te”. Prega il povero e il miserabile, prega l’infedele e il cattivo, prega il ricco e il signore, prega il martire e prega anche il suo carnefice; per tutti la preghiera è strada di cambiamento possibile, di salvezza possibile.

Stiamo vivendo un tempo assurdo, stiamo faticosamente uscendo da una lunga e devastante pandemia, dovremmo essere tutti contenti, eppure c’è un frammento di umanità, solo un frammento che però ha il cuore marcio e ha scatenato una guerra folle, come tutte le guerre, perché non esistono guerre sagge, non esistono guerre buone; mai!

Dovremo pur chiederci dove e come abbiamo sbagliato, dove si è creato il vuoto di coscienza e di intelligenza, dove si è bevuto e ballato con i criminali, dove  tutto si è ridotto a merce, dove si è perso l’anima della vita e dl vivere, dove abbiamo smesso di guardarci negli occhi come fratelli e abbiamo imparato a guardarci come nemici, dove i bambini hanno smesso di suscitare tenerezza e i vecchi di ricordarci la pietà e tutto, tutto crediamo di poter vendere e comprare come se tutto fosse cosa. Allora forse sapremo dire con sincerità:” Signore aiutaci”.

“ … ascoltatelo …” Dice la voce dal cielo. È la seconda volta che il Padre  proclama Gesù suo figlio amatissimo.  Ora dice a tutti questo verbo imperativo: ascoltate lui. È il tempo che ognuno di noi impari ad ascoltare, certamente la voce che viene dal cielo ma anche il gemito, il canto, il pianto che sale dalla terra e chiede di essere ascoltato, perché dice umanità.

Ora, tutto ciò che il Padre ha da dire alle attese di ogni uomo e di ogni donna, la risposta unica ed esauriente di fronte ad ogni richiesta, grido di aiuto o protesta verso il cielo, è Gesù.

Gesù , la Parola eterna fatta umanità, fatta carne nella nostra carne, è la risposta di Dio al grido dell’umanità.L’ultima parola che Dio pronuncia per noi e per tutti è: “ Ascoltate Lui, Gesù il Cristo è la risposta di Dio all’umanità.

Siamo chiamati, oggi più che mai a chiederci cosa significa oggi ascoltare il Signore, ascoltarlo veramente nell’intima profondità della nostra anima, nell’annuncio che risuona nelle chiese e nel grido di tutti gli oppressi che invocano liberazione.

Tornati a valle e raggiunti  gli altri discepoli, riprenderanno il cammino verso Gerusalemme dove la Parola fatta Carne dirà le sue parole ultime e definitive. Perché la verità non risplende solo sulla montagna della trasfigurazione ma nel cuore ferito, nella fatica e nelle sofferenze umane, di allora e di sempre; nei nostri inferni e nei nostri lutti, nelle nostre guerre.

Sarà un altro monte, non molto alto ma abbastanza elevato perché il crocifisso sia visto dalla città degli uomini. E vale anche per tutti noi il fatto che: la croce senza la trasfigurazione è cieca e assurda; la trasfigurazione senza la croce è vuota e inutile. 

E sappiamo che Gesù non è stato l’unico crocifisso della storia, che la sua non è stata l’ultima crocifissione. E che tutti i crocifissi hanno bisogno, come lui, che il loro volto e il loro dolore siano trasfigurati.  

È il Signore della misericordia che salva tutti e da un senso salvifico ad ogni nostro impegno. Annunciare a tutti i crocifissi che la risurrezione è prossima e a tutti i fragili peccatori che la trasfigurazione è possibile.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: