Battesimo e impegno

Seguendo il vangelo di Marco, Gesù, un carpentiere di Nazaret ( Mc 6,3), arriva dalla Galilea per essere battezzato da Giovanni. Si unisce così alla contestazione cominciata dal Battista, solidarizzando con il desiderio di cambiamento espresso dal popolo,

Il suo battesimo, però, ha un significato diverso da quello dell’altra gente. Egli non confessa di essere stato complice dell’ingiustizia: ciò significa che non ha un passato da peccatore da cancellare e che non gli è necessario cambiare vita.

Nel caso di Gesù la morte che il battesimo simboleggia, non si riferisce al suo passato ma al futuro: Egli è disposto a un dono totale per il bene dell’umanità, a togliere ogni uomo e ogni donna dalla condizione di ingiustizia e di oppressione nella quale si trovano dando, se necessario, anche la propria vita. Per questo, quando più tardi Gesù allude alla propria morte, la descrive come un battesimo. (Mc 10, 38).

Il  battesimo di Gesù rappresenta quindi il suo totale impegno per il bene dell’umanità. Vuole instaurare un nuovo rapporto umano, basato sulla giustizia, che consenta il nascere di una società diversa.  Il fatto che accetti una possibile morte nello svolgimento della sua missione, implica la coscienza dell’opposizione che la sua opera provocherà nei circoli del potere che non saranno disposti a tollerare l’emancipazione del popolo.

In questo modo Gesù dimostra il suo profondo disaccordo con il sistema in atto: egli non può e non vuole sopportare tanta ingiustizia. Il motivo che lo spinge nella sua missione è un radicale amore verso l’umanità. Dinanzi a questo amore e a questo impegno che non risparmia nemmeno la sua vita, avviene la comunicazione divina che rivela a manifesta la completa sintonia tra l’atteggiamento di Gesù e l’agire di Dio stesso.

Infatti l’impegno di Gesù rispecchia proprio ciò che Dio è per l’umanità: Colui che comunica vita, che fa dono della propria vita senza riserve e senza condizioni. Per esprimere questa sintonia tra Gesù e Dio, l’evangelista usa diverse immagini: Immediatamente, mentre usciva dall’acqua, Gesù vide squarciarsi il cielo e lo Spirito discendere come colomba fino a lui. E ci fu una voce dal cielo:” Tu  sei il Figlio mio, l’amato, in te ho posto il mio favore” (M1,10 – 11).  

Con l’immagine “ squarciarsi il cielo” l’evangelista mostra che la frontiera tra il mondo divino e quello umano viene aperta per sempre. Vale a dire che nella persona di Gesù si stabilisce la comunicazione definitiva fra Dio e l’umanità. L’abisso fra l’umanità e Dio, aperto dall’infedeltà umana, viene così annullato per sempre.

Il verbo “squarciarsi “, esprime un gesto violento che indica urgenza, dice l’impazienza di Dio di comunicarsi a chi, come Gesù, si impegna fino in fondo per il bene dell’umanità. con la metafora dello “ Spirito “, che in origine significava – vento – forza – alito – respiro – vita, si indicano la forza, la vita, il respiro di Dio.  lo Spirito ci è donato per poter vivere da veri credenti, cioè persone credibili nelle scelte e nei fatti di ogni giorno. Battezzati dunque per essere dei buoni cristiani e degli onesti cittadini.