Battesimo di Gesù

“Non griderà, non spezzerà la canna incrinata, non spegnerà lo stoppino dalla fiamma smorta”. Allora, se la voce ci giunge aspra o minacciosa, non è la sua voce quella che udiamo. Alla verità basta un sussurro, e viene a noi non per vie di potenza, ma per vie di consolazione e di conversione. Dio non spegne nessun debole che in lui confida, ma a tutti concede nuove possibilità, a tutti ridona il suo Spirito di vita, per tutti si fa pane che alimenta vita e speranza.

Per ricevere il sacramento del battesimo, dobbiamo avere fede? Se così fosse, nessuno di noi e neppure dei nostri bambini potrebbe mai essere battezzati. Per ricevere il Battesimo o per battezzare i nostri figli, dobbiamo soprattutto credere che Dio ha fede in noi, che Dio si impegna ad essere fedele al nostro bene e alla nostra vita.

Passata l’Epifania, si ritorna alla normalità. Basta presepi e stelline, basta con quel Gesù così bianco che più ariano non si può. Lui però era ebreo e probabilmente più nero che bianco; noi lo abbiamo truccato per farlo sembrare uno di noi, ma Lui era ALTRO. Anche Erode, pace all’anima sua, dovrà fare i conti con i suoi conti sbagliati.

Ad ogni strage di innocenti, ne sopravviverà sempre uno. Uno che porterà il nome di tutti quelli che sono stati vittime del cinismo e della cattiveria. Mosè i primogeniti ebrei, Gesù gli innocenti di Betlemme; UNO sembra poco, un quasi niente, ma basterà a turbare il sonno e i sogni del potere di tutti di allora e di oggi.

Gesù riappare dopo trent’anni sulle rive del fiume Giordano. Trent’anni di silenzio assoluto in cui si è lasciato plasmare da suo padre e da sua madre, ha imparato il mestiere di uomo, il lavoro di bottega come carpentiere; il silenzio di quegli anni lo ha fatto capace di ascoltare il cuore, la vita e i pensieri della gente. E saranno proprio loro, i poveri, quelli dalla vita fragile o troppo provata, a capirlo meglio di tutti.

Cresciuto in sapienza e saggezza, ora è pronto ad affrontare la vita, la croce e le croci. Toccherà le bare dei bimbi morti, accarezzerà il volto di mamme affrante, rialzerà dalla polvere la prostituta e restituirà salute ai lebbrosi, la vista, l’udito e la parola agli infelici e agli scartati dal sistema, in modo che possano vedere le opere della salvezza, assaporare la vita e ascoltare la Parola di un Dio e Signore che è liberazione per tutti; nessuno ne sarà escluso.

Non sappiamo nulla di quel tempo a Nazareth, silenzioso e nascosto: famiglia, lavoro, sinagoga, amici e un cielo verso cui guardare con intatta fiducia. All’inizio dell’avvento, le parole del profeta Isaia (63) ci avevano fatto pregare: “Se tu squarciassi i cieli e scendessi… vieni Signore, la terra in pianto geme…”. Ora, ricevuto il battesimo, Gesù esce dall’acqua e, mentre prega, “si aprirono i cieli e venne una Voce…” Finalmente il cielo si apre e dal cielo aperto non scendono miracoli ma lo Spirito Santo, lo Spirito di Dio.

Dio è con noi. Un Dio che è venuto con Gesù per assicurarci che non griderà perché le cose più belle non si gridano ma si sussurrano da cuore a cuore. Dio è colui che parla al cuore. Per lui nessuno è perduto per sempre, per tutti c’è una speranza nuova; per Dio nessuno, uomo o donna, coincide con il proprio male ma tutti coincidiamo con i residui di una possibilità di bene presente in tutti e in ognuno.

Amici, pensiamo al giorno in cui, attraverso la feritoia dei cieli aperti, saremo davanti al Signore. Lui ci guarderà e vedrà in noi una umanità povera, simile a una canna che tante volte si è incrinata. Guarderà le nostre mani piuttosto vuote e i nostri cuori contorti e inquieti. Eppure credo fermamente che in quel giorno il Signore ci dirà come ha già detto al nostro battesimo: “Figlio mio tu sei, figlio amato e perdonato, figlio rialzato e guarito. Entra nell’abbraccio di tuo padre”!

Sentiamo la vita come un dono grande, non solo per ciò che ci è dato di vivere, gustare, amare, gioire, ma anche per la fiducia che Dio pone in noi, per ciò che ci affida e per ciò che si aspetta da noi. La storia umana comincia con una benedizione e una missione.

“Il Signore Iddio li benedisse e disse loro: andate, crescete, moltiplicatevi, abitate la terra e abbiatene cura, perché sia la vostra casa, dia il pane a voi e ai vostri figli, per sempre”.

Sappiamo che tante volte l’umanità è venuta meno a questo impegno, la storia umana è stata un cammino di crescita e di civiltà, di sviluppo e di progresso, magari segnata da tante infedeltà e da molti tradimenti alla missione che Dio ci ha affidato. Ma abbiamo camminato verso il meglio, siamo diventati migliori, la nostra coscienza e la nostra sensibilità sono cresciute.

Tuttavia, non sono mancate e non mancano ingiustizie clamorose, assurde povertà per moltitudini accanto a vergognose ricchezze di pochi, l’arroganza del potere che calpesta troppe volte diritti, dignità e umanità, la violenza usata come sistema di dominio, la mafiosità come stile e strumento di potere.

Il Battesimo non è dato come premio a coloro che sono buoni o che credono di esserlo, ma è dato come sostegno, come forza nutrimento, luce e grazia a coloro che in questo mondo vogliono viverci come donne e uomini giusti, vogliono vivere il comando di Dio con fedeltà e impegno; a gente come noi, che almeno ci prova ad essere giusti.

Sinceramente, è ciò che auguro di cuore a tutti noi battezzati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: