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Quante volte la vita ci ha messo davanti alla necessità di scegliere, di non sbagliare. Anche il giovane saggio del Vangelo di oggi vive i nostri stessi problemi, ha bisogno di sapere, di conoscere, di scegliere la strada migliore, di non sbagliarsi né su Dio e neppure sull’uomo. 

Conosce le Sacre Scritture, è uno scriba, una specie di prete teologo del suo tempo, conosce la  Legge, l’insegnamento dei Padri, il grido dei Profeti e, anche davanti al Maestro di Nazareth sente il bisogno di porre la stessa domanda:” qual è il più grande dei comandamenti, quello che assolutamente non si può ignorare e neppure trasgredire ?”

Meravigliosamente Gesù risponde che non è con le leggi che si segue Dio, non è l’obbedienza che ci rende veri discepoli, ma con la fedeltà di chi ha imparato ad amare. Domani è la festa di tutti i Santi, dei Giusti, dei Testimoni, dei Martiri, credete voi amici che siano diventati tali . . . . perché obbedienti ad una Legge, sia pure una legge sacra? È  la fedeltà che ci fa liberi.

Gesù risponde citando la professione di Fede del suo popolo, la preghiera di ogni giorno per il vero credente israelita: Shemà Israel Adonai  eloheinu Adonai echad . . .” Ascolta  Israele il tuo Dio, il Signore tuo Dio è uno solo . . . “  Deut. 6, 4 – 9

Anche noi, a volte ci chiediamo, cosa c’è al centro della nostra fede, ci domandiamo quale ne sia il cuore, il fuoco che fa ardere la vita dei santi, dei testimoni, dei giusti e dei martiri, e pensiamo a tante cose da fare, ad altre cose che non dobbiamo assolutamente fare, a rigide discipline da osservare e alle infinite preghiere da recitare. Può  darsi che sia vero, che sia opportuno e anche necessario; Lui però, il Signore Gesù ci risponde che al centro di tutto, c’è  un cuore che ascolta, un cuore che ama.

Prima di tutto c’è un cuore che ascolta. Anche nella nostra vita, nella nostra storia, nei momenti decisivi, nelle scelte significative e importanti, c’è stato la nostra capacità di metterci in ascolto; abbiamo ascoltato qualcuno, qualcosa, Dio!?  Abbiamo ascoltato, ci siamo sentiti amati e preziosi, abbiamo scelto, abbiamo imparato ad amare, abbiamo iniziato a vivere.

Al centro della nostra fede non c’è l’obbedienza ad una legge, non ci sono riti da celebrare o regole da osservare , tutto questo può e magari deve esserci, è la struttura della religione, è la forma di ogni religiosità, ma al centro della Fede nel Dio rivelato da Gesù Cristo , c è un Dio che ci prega, che ci chiede:” ascolta, ascoltami “.

Al giovane scriba, Gesù non rivela niente di nuovo rispetto all’insegnamento dei Padri, era già tutto scritto, faceva parte della preghiera di ogni giorno, eppure Gesù rivela un modo nuovo di rapportarci con Dio; non più l’Onnipotente da tenere e a cui obbedire pena il castigo dell’inferno, ma l’Abbà, il Padre buono e misericordioso da cui lasciarci amare per imparare a vivere nella libertà e nell’amore con fedeltà.

Ed è proprio la fedeltà la virtù che forma i veri credenti, i veri discepoli del Signore Gesù. È per fedeltà che ognuno di noi, ogni giorno vive le proprie responsabilità pubbliche e private, è per fedeltà che viviamo, o almeno cerchiamo di vivere, dignitosamente le nostre responsabilità professionali, sociali, politiche, culturali, religiose, affettive. 

È la fedeltà che ci rende donne e uomini liberi e capaci di amare fino all’eroismo; perché la fedeltà va oltre il dovere, non si arrende alle difficoltà e non teme la paura, la fedeltà compie miracoli e voi, voi lo sapete, voi lo capite ogni volta che vi fate prossimo ai vostri amici, ai vostri compagni nel rivendicare e costruire sentieri di riconosciuta dignità, rispetto, giustizia, ogni volta che ci si impegna per tracciare cammini di liberazione da tutto ciò che  umilia e rende servi di qualcuno o di qualcosa.

Voi  lo scoprite ogni volta che vi chinate sui più piccoli, sui più fragili, su chi può vivere e crescere solo se aiutato e sostenuto. Voi lo sapete, perché molti di voi lo fanno. Abbiamo  vissuto accanto a persone che lo hanno fatto. Ce lo ricorderemo con molta tenerezza in questi giorni visitando le tombe dei nostri cari. E scoprire, e riconoscere che ci sono molte persone Giuste tra di loro, ci sono dei santi tra di loro! 

Ascolta . . .  tu amerai . . . con tutto il cuore, con tutta la tua mente, con tutte le tue forse . . .  amerai Dio e amerai il tuo prossimo, e amerai te stesso aiutandoti a diventare la donna migliore, l’uomo migliore possibile,  perché se ti consegnerai alla mediocrità non solo non fari il tuo bene ma trascurerai, in qualche modo tradirai il tuo prossimo.

Ascolta . . . tu amerai! 

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