Anna è tornata alla casa del Padre

Cari amici. Anna è tornata alla casa del Padre.

Lo ha fatto attraverso una lunga sofferenza che ha debilitato un po’ alla volta la sua forte fibra.

Chi l’ha conosciuta da vicino può affermare che la sofferenza ha preso il suo corpo ma non certo la sua anima, non la sua libertà, non la sua grandezza, la sua fierezza di donna, di sposa, di madre, di nonna e neppure la sua spiritualità semplice e profonda.

Come diceva don Tonino Bello parlando del suo cancro: “è un nemico che ci crocifigge sull’altare della sofferenza, ci crocifigge ma non ci sconfigge, perché la Vita abita in noi”.

Allora, per noi ha un senso, questa sera, pensare ad Anna come ad una donna, fiera della sua intelligenza e della sua dignità, della sua grande capacità di amare.

Sì amici! Anna è stata una donna che ha saputo amare, e lo ha fatto con l’animo felice di moglie verso Mario, di sorella verso Elisabetta, di madre verso Andrea, di suocera verso Francesca, e poi dolcissimamente nonna verso Lorenzo, Marco, Niccolò, Giulia. Anna ha saputo essere una donna felice e felicemente innamorata

Fino all’ultimo momento, capace, con quei suoi occhi buoni e profondi, di comunicare vitalità e forza, anche quando di vitalità e di forza, oramai ne rimaneva poca e la sua lampada si stava spegnendo.

Io non so se Anna fosse religiosissima, sicuramente è stata una donna di grande FEDE, di una fede forte, robusta, essenziale.

Qui amici non si tratta di fare la retorica del tipo: santa subito!

No! qui si tratta di capire il senso profondo della vita che la fede in Gesù morto e risorto ha seminato nella sua vita di donna credente, come in ogni credente che si lascia amare da Dio.

Capire che l’incontro con il Signore non è mai una resa dei conti, quasi un passare al vaglio la propria vita alla ricerca di qualche colpa di cui Dio ci chiede conto, no!

L’incontro con il Signore è sempre un ritorno a casa, ma soprattutto è un ritorno al cuore del Padre ed è, almeno nell’insegnamento di Gesù, sempre una festa, un banchetto, dove gli amici di Dio condividono con Lui la gioia per la vita.

Scoprire allora che la vita umana è la storia di una nascita e di un viaggio; scoprire che nascere è già, mettersi in viaggio, il primo viaggio.

Un abbandonare il grembo materno per un altro luogo, abbandonare le acqua per un respiro, un tagliare legami e uscire alla luce, iniziare gli incontri, sperimentare la libertà, incontrare volti, nutrirsi di sguardi e regalare abbracci.

Noi siamo credenti in un Dio che viaggia, un Dio e Signore che cammina a piedi; Gesù, pastore premuroso che ci conduce modulando il suo passo non sui campioni, sui primi, i più forti, ma sugli ultimi, su quelli che fanno più fatica, sul passo delle pecore madri e portando sul petto i più piccoli appena nati.

Il camminare di Dio ha come meta l’incontro con ciascuno di noi. Un Dio e Signore che ci viene incontro e, consapevole che non ci troverebbe mai dove noi dovremmo essere, … viene a incontrarci lì dove noi stiamo vivendo la vita, stiamo dando volto e consistenza al nostro vivere e ci invita a: camminare insieme con Lui.

Siamo tutti viandanti perché la vita, comunque ce la vogliamo giocare non è altro che un pellegrinaggio verso il luogo del cuore, e il nostro cuore trova pace e pienezza là dove il Signore accogliendoci con amore e per amore, ci abbraccia come figli .

Anna si è presentata alle porte del cielo. Il suo volto, segnato da dolore è ora trasfigurato dalla luce del Cristo risorto. Immagino il suo incontro con il Signore perché penso spesso a quello che vorrei fosse il mio incontro con Lui.

Gesù che dice ad Anna: vieni Anna, vieni, entra; c’è posto per te nella mia casa, perché: ho avuto fame e tu mi hai nutrito … solo e ammalato … ti sei chiana su di me… hai asciugato le mie lacrime, hai riacceso in me il sorriso, … mi hai indicato il luogo del cuore dove approdare la barca della mia vita.

Sia pace a te Anna, e grazie, grazie per la tua dolcezza e per il tuo sorriso, grazie per il bene che ci hai donato e per il bene che ci hai insegnato a donare.