Almeno voi: credetemi!

Dice l’evangelista Matteo che tutti andarono in Galilea sul monte che Gesù aveva loro indicato”.  Ma Gesù non aveva indicato nessuno monte! Gesù aveva detto alle donne che erano andate al sepolcro la mattina di Pasqua di annunciare ai suoi amici che lui era risorto e di precederlo in Galilea dove  li avrebbe raggiunti. Loro compresero che il luogo dell’incontro non poteva che essere il monte delle Beatitudini. Solo chi entra nello spirito delle Beatitudini può veramente incontrare il Signore risorto. 

Quel giorno c’erano tutti; stupiti, meravigliati e increduli, ricchi solo delle loro fragilità. Gesù sicuramente soffre di questa  loro incredulità, eppure dice a tutti: “ andate e ammaestrate tutte le genti ”  Affida la buona notizia del Vangelo a cuori increduli, a mani insicure, a fragili amici. 

C’è speranza anche per noi, così spesso increduli, insicuri e fragili

Ci sentiamo un po’ tutti parte di questa fragilità esistenziale. Forse dovremmo sentirci anche un po’, tutti colpevoli del fatto che il Signore non è conosciuto, che le sue parole non sono ascoltate, che il suo insegnamento è disatteso anche da chi porta nel cuore e sulla fronte i segni sacramentali della redenzione, da chi è stato immerso nel Battesimo e dissetato alle sorgenti dello Spirito Santo, di chi porta ancora il profumo del sacro Crisma e in bocca tiene frammenti del Corpo del Signore e gocce del suo sangue. Colpevoli un po’ tutti di mancata fedeltà, di mancato innamoramento a ciò che il Signore è stato e ci ha dato. C’è uno strano pudore nel manifestarci credenti in Lui, al limite della vergogna.

Cari amici, viviamo un tempo di cuori affamati e di storie disidratate di umanità. Viviamo il tempo  in cui il Vangelo è troppo spesso parola al vento, magari sempre alla ricerca di improbabili uomini e donne della provvidenza, rischiamo di divenire ogni giorno sempre più servi di qualcosa e sempre meno figli di Qualcuno, figli Dio. 

Eppure vediamo sempre più spesso uomini  e donne che pregano, si inginocchiano, supplicano favori e benefici nelle banche o  nelle stanze dei vari padrini, padroni, politicanti o addirittura mafiosi di varia natura, supplicando aiuti e promettendo fedeltà ai potenti di turno. Preghiere e suppliche che non facciamo più davanti al Signore, al Padre della misericordia. 

Eppure a gente così, a gente come noi, il Cristo Risorto dice :“  Andate, annunciate e ammaestrate ” Cioè: rendete discepoli gli uomini e le donne di questo tempo. Chiamateli a divenire amici intimi del Signore, capaci di vivere di lui perché nutriti di lui. Chiamati a divenire non dei reclutatori di persone religiose, non membri di una congregazione, ma “ pescatori di umanità” – generosi e appassionati salvatori di naufraghi. Portatori di una parola di vita, non di rassegnazione o di morte. 

Perché la sorte dell’umanità pescata, dei naufraghi tratti in salvo dalle sabbie del deserto, dalle onde del mare o dalle oscurità complesse delle nostre città, è quella di essere liberati anche da una mentalità piccola e ristretta, delirio e limite di questo tempo e di questo sistema. E scoprire finalmente  la consapevolezza di essere chiamati a vivere in modo migliore, in un mondo migliore, fatti  capaci di un altro respiro, sentirsi nati per un altro sole, un’altra felicità. 

Battezzati. Cioè immersi nella vita di Dio che ci chiama a divenire figli, fratelli di sangue e di vita con Gesù. Animati dal respiro stesso di Dio. Liberi dunque! E mai sudditi! Figli di un Padre che ci vuole liberi e contenti! Tutto questo  per fare che cosa? Credere in fondo a cosa serve?  Fare nostra la PASSIONE di Dio e l’AMORE di Cristo per questa terra, questa storia, questa umanità.

Tutto l’insegnamento di Gesù, e l’insegnamento dei profeti, si riassume in un comandamento unico, non uno in più che si aggiunge agli altri, ma unico:Insegnate ad amare, ad amare Dio e ad amare il prossimo”. Ad amare si impara accogliendo pienamente e totalmente il Signore Gesù, facendo nostre le sue parole, il suo coraggio, la sua tenerezza, le sue preferenze.  E capire che per avere in noi il coraggio di Gesù non importa avere tanta forza, non serve diventare potenti. Basta avere il cuore pulito, basta avere il cuore innocente.

Insegnate ad essere felici come ci ricorda Mosè in Dt.4, 39. insegnate ad essere vivi, insegnate come si fa ad amare il mondo alla maniera di Dio. E si chiude il vangelo di Matteo con le ultime parole di Gesù: “ Io sarò con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo”. 

Sarò con voi senza condizioni. Sarò con voi anche quando dubitate e non smetterò di amarvi anche se voi ve ne andrete, anche se mi volterete le spalle. Anche quando non insegnerete nulla a nessuno, io sarò con voi anche quando non sarete capaci di ammaestrare nessuno, io sarò con voi sempre.

Vorrei confidarvi, amici, un convincimento che in questi tempi faticosi mi sta maturando fortemente nell’anima e che vorrei riuscire, insieme con voi, ad assumere verso le persone difficili, incredule, ingrate o semplicemente complesse che segnano la nostra vita e il nostro vivere. Ci potete negare tutto, ci potete impedire tutto, ma non potrete mai impedirci di continuare ad amarvi così come siete.