Abbiate cura dei naufraghi

“ Convertitevi! “ dice Gesù. Ma che significa? È facile pensare alla penitenza, tornare indietro, al passato, riattivare una religiosità più decisa, dura e pura. È un richiamo che ci crea disagio, ci da sensi di colpa, paure, oppure, desiderio di cambiamento. Gesù spiega il senso di questo grido “ convertitevi!  dicendoci: perché il Regno dei cieli è vicino”.

Come a dirci:” tenete gli occhi aperti, perché io ci sono, sono  vicino, dentro la tua vita, dentro le tue possibilità di essere e di vivere in modo e in un mondo migliore, possibilità di realizzare questo mondo e questa storia secondo il cuore di Dio, che non è proprio uguale al vostro, a quello che voi state facendo”.                                        

SILENZIO. PERDONO. LODE.

Sentirci chiamati a realizzare un mondo come lo vede e lo sente il cuore di Dio, è roba grossa! Ma Dio come lo vede questo tempo, questa storia, questa nostra vicenda umana? Lo vede e lo vuole come un padre innamorato vede la sua casa, la sua famiglia, i suoi amori. Vorrebbe, il Signore, che vivessimo in pace, serenità, in armonia, capaci di lavoro, impegno e di fatica ma anche di cantare e danzare, di amorizzare la vita e il vivere.

Certamente Dio è il “ Trascendente”, il “ Diverso”, il Tutt’altro” rispetto a noi! Ma non ci chiede di sognare le praterie del cielo ma di preoccuparci, di prenderci a cuore questa terra! Sono presenti e vive in noi le parole con le quali il Signore, all’inizio, al momento di benedire l’umanità che aveva creato come “ molto buona e molto bella”, quando dopo aver posto  l’umanità nel giardino e disse:” crescete e moltiplicatevi, abitate la terra e custoditela perché sia il vostro sostentamento”.

Un giorno certamente noi tutti saremo chiamati a vivere nel Regno dei cieli, ma ora, ora il Signore ci chiede di vivere la terra e di custodirla come il giardino che ci dona pane e sostentamento per tutti, nessuno escluso. Per ora il Signore ci affida la terra sulla quale siamo chiamati a crescere, ad amarci, a custodirci, a prenderci cura gli uni degli altri, a realizzare le nostre civiltà e ad umanizzare le nostre città. Sembra però che questa opera di custodia sia molto disattesa e la terra piuttosto maltrattata.

Convertirci allora significa imparare a guardare la vita e la terra, la storia e la nostra umanità con gli occhi e il cuore di Dio, cioè con occhi e cuore di padre innamorato, di madreinnamorata; e ci chiede certamente di impegnarci di più e meglio, di avere più cura delle persone; ai pescatori che stavano facendo il loro mestiere, come a chiunque lavora per guadagnarsi il pane, Gesù dice che non basta catturare pesci, non basta curare i propri affari anche se legittimi; dobbiamo occuparci di più e impegnarci meglio per la salvezza dell’ umanità, di tutta l’umanità.

E allora, quell’invito a seguirlo, a diventare con Lui e come Lui, pescatori di uomini, noi lo leggiamo come un invito solenne a diventare  “ salvatori di naufraghi”.  Naufraghi del mare, certamente!  Ma  anche naufraghi della vita dentro le nostre Città, nelle storie di fatica e di dolore, di solitudine e di abbandoni.

Seguitemi, diventate insieme a me salvatori di naufraghi. E vede il Signore la lunga storia dell’umanità dei nostri giorni, dei secoli passati e dei secoli che verranno e vuole garantire a questa nostra umanità una reale possibilità di salvezza. Per questo ci invita a seguirlo: venite dietro a me!   Seguite me!  È questa la nostra prima e fondamentale conversione: seguire Lui.

Certamente pochi pescatori, figli di una storia povera e di una regione insignificante rispetto alla grande civiltà dell’antico Egitto, della coltissima Grecia, della potentissima Roma. Sembra scegliere volutamente le premesse di un fallimento; eppure Lui, il Signore Gesù, il Dio che si è fatto vicino, sa vedere molto lontano.

In  Simone Bar Jona vede Kefa, Pietro, la roccia su cui fondare la sua Chiesa; e in Giovanni intuisce il discepolo capace di intuire e proclamare la più sfolgorante definizione di Dio, “ Dio è amore”, Giacomo lo chiamerà “ figlio del tuono” l’uomo la cui fede rocciosa, ha in sé le vibrazioni del tuono. Un giorno guarderà la donna adultera e risveglierà in lei la sposa  amante e fedele. Nel pauroso Nicodemo ridesterà il coraggio di presentarsi a Pilato per richiedere il corpo del Crocifisso.

E poi guarda me e che ci vede?! Guarda te, e te, e ognuno di noi e chi ci vede?! Sicuramente vede in noi tutto ciò che noi neppure vediamo di noi stessi; vede in noi il bene possibile, la capacità di scelte importanti e di fedeltà che noi neppure sappiamo di avere, ma che Lui vede e vorrebbe aprirci gli occhi per vederli insieme. È un Signore che investe molto sui possibili discepoli.

“ Vi farò pescatori di umanità vi farò esperti del cuore umano, imparerete come ascoltarlo, a come rispondere alla sua fame di libertà, di felicità, di amore. Raccoglierete umanità per la vita, vi prederete a cuore tutti i naufraghi di questo tempo, che sono moltitudini non solo fra le onde dei mari ma anche fra le tempeste che squassano le vostre città. Questa, amici, è la conversione che ci viene richiesta.

Divenire salvatori di naufraghi, pescatori di umanità! Uomini e donne  che combattono la buona battaglia della vita. Capaci di fermarsi, ascoltarsi, prendersi cura gli uni degli altri; come Cristo ha fatto con noi.