ABBIAMO BISOGNO CHE TU RITORNI

Pentecoste, festa fondamentale per la Chiesa e per ogni singolo credente, perché  “dona lo Spirito del Signore Risorto“ ma anche una festa inafferrabile.

E poi lo Spirito che cos’è? Un soffio, un alito, un vento? Lo  Spirito del Signore Risorto viene a tracciare per noi l’unica strada possibile perché la nostra vita e il nostro vivere  non sia vicenda inutile ma vita pienamente riuscita.  La liturgia, oggi ci fa pregare con queste parole antichissime, preziose  e sempre attuali:

“Vieni, Spirito santo,   manda a noi dal cielo,   un raggio della tua luce. Vieni, padre dei poveri,   vieni, datore dei doni,   vieni, luce dei cuori. Consolatore perfetto,   ospite dolce dell’anima,   dolcissimo sollievo. Nella fatica, riposo,   nella calura, riparo,   nel pianto, conforto. Senza la tua forza,   nulla è in noi,   nulla senza colpa. Lava ciò che è sordido,   bagna ciò che è arido,   sana ciò che sanguina …“.

SILENZIO. PERDONO. PREGHIERA.

Prima lettura Atti  2, 1 – 11

 

Salmo 49 1 – 15 – Rinnovaci Signore, con il tuo Spirito

Il Signore, Dio degli uomini, Dio di verità e di misericordia – ha qualcosa da dire alla sua Chiesa che vive in ogni parte del mondo. “ radunate tutti i battezzati e i cresimati nel nome del Signore”, voglio chiedere conto a ciascuno di come vive concretamente il mio dono.

Rinnovaci Signore, con il tuo Spirito.

Io sono il vostro Dio e Signore, il giudice che vi riscatta e rende liberi; per questo sento il bisogno di ammonirvi, di richiamarvi il sentiero della vita. Mettetevi in atteggiamento di conversione di fronte a quello che sto per dirvi; se vi rimprovero è perché vi ama, perché io sono un Dio di misericordia.

Rinnovaci Signore, con il tuo Spirito.

A voi  praticanti assidui e devoti rivolgo una prima parola, un richiamo amorevole e forte perché solo in me sia la vostra fiducia. Non mi lamento delle vostre preghiere: in ogni ora e minuto del giorno si celebrano messe a migliaia e molte persone cantano la mia lode.

Rinnovaci Signore, con il tuo Spirito

Mi adorate nel silenzio delle chiese e mi portate in processione per le strade; mi offrite fiori e suppellettili d’oro, lumi, incenso e opere d’arte. Ma ricordate bene una cosa: non sono io che ho bisogno di preghiere, di lodi e invocazioni al mio nome o di persone che si sacrificano per me.                                 

Rinnovaci Signore, con il tuo Spirito

Io sono il Signore del mondo, mia lode sono il cielo e la terra e la storia che scorre al suo fine. Io non sono un padrone ma un Padre! Mi credete forse un mercante per contrattare con me la salvezza? Esigete le grazie con preghiere e offerte e poi imprecate se non vi ascolto.

Rinnovaci Signore, con il tuo Spirito

Non è questo che voglio da voi, non è questo che vi porta la salvezza. Il culto e la fede che voglio è uno spirito rinnovato nell’intimo; è l’amore sincero del cuore verso l’umanità più fragile e la fiducia che porta alla lode.

Rinnovaci Signore, con il tuo Spirito

È il coraggio di essere veri e il perdono di tutte le offese; è il sentirvi bisognosi di reciproco aiuto, è il tendere la mano ai fratelli. Non chi dice:” Signore, Signore” è un credente fedele e devoto, ma chi ogni giorno opera e prega nello spirito della verità perché nel mondo vi sia più libertà e giustizia e la dignità di tutti e di ognuno sia riconosciuta.

Rinnovaci Signore, con il tuo Spirito.

 

Vangelo Giovanni 20, 19 – 23.

Nella festa dell’Ascensione, Gesù ci affida il compito di battezzare l’intera umanità e di annunciare a tutti il suo Vangelo. Oggi ci dona la sua Pace e ci costituisce come uomini e donne capaci di perdono e aggiunge: ”come il Padre ha mandato me, io mando voi”.

 Siamo qui per capire se è cosi importante seminare in questo nostro mondo la Parola del Vangelo e i segni della presenza di Gesù?  Chi è questo Dio che Gesù ci chiede di far conoscere e sperimentare all’umanità di ogni tempo.

Capire bene chi è il Dio in cui crediamo è un problema  di grande serietà! Non ci si può sbagliare su Dio e neppure usare il suo nome in maniera sbagliata.  Una visione sbagliata di Dio porta a gravi conseguenze.  In fondo chi ha crocifisso Gesù lo ha fatto credendo di rendere gloria a Dio. Si possono crocifiggere persone o popoli in nome di un Dio sbagliato.

Il Dio rivelato e manifestato da Gesù come  “Abbà “, rivela  e manifesta un Dio attento, che vede la sofferenza del suo popolo, ascolta il suo grido, cammina a piedi sulle strade dell’umanità, ne conosce la fatica, promuove, condivide, l’impegno di liberazione. Se l’incontro con Dio non ci rende liberi e gioiosi, non è il Dio rivelato da Gesù, non è dono dello Spirito Santo.

È  un  Dio e Signore capace di tenerezza materna; non a caso nella sua prima rivelazione a Mosè dal roveto ardente, si presenta con queste parole: ”ho visto le disgrazie del mio popolo in Egitto. Ho  ascoltato il suo lamento a causa della durezza dei sorveglianti, conosco la sua umiliazione e ho preso a cuore la sua sofferenza. Sono sceso a liberarlo dalla schiavitù degli egiziani, lo farò uscire verso una terra di libertà”. Esodo 3, 7 – 9.

 La domanda che ci nasce nel cuore è: ”cosa vede oggi il Signore? Può rimanere indifferente o scenderà a fare giustizia verso quanti gridano verso di Lui il proprio dolore?”

Nel Vangelo di Luca 12, 7 – 8, Gesù pone ai suoi amici, di allora e di sempre, una domanda:

“Quando il Figlio dell’uomo verrà, troverà ancora fede sulla terra “?

Quando  Gesù Cristo ritornerà troverà sicuramente molta religiosità ma non necessariamente molta FEDE. E cercherà certamente i segni della fede, cercherà uomini e donne testimoni di una fede che non si è spenta, che non è venuta meno, ma non saranno le chiese o i templi i luoghi dove andrà a cercare. Guarderà invece i nostri rapporti sociali: guarderà se e quanto ci vogliamo bene, guarderà l’agire delle banche dove l’umanità spesso si inginocchia, supplica, prega il  potere, guarderà i grandi evasori e i loro paradisi  fiscali, visiterà i nostri ospedali, le case di cura per anziani e il mondo della disabilità, guarderà gli stipendi dei manager e quello dei braccianti; cercherà la FEDE nelle scelte di sobrietà e di solidarietà che avremo saputo fare. Forse troverà parte dell’umanità  inginocchiata e sottomessa davanti ad altra umanità a supplicare diritti  umani e riconoscimenti fondamentali, troppo spesso negati.

Se ci sarà ancora FEDE sulla terra la troverà  dentro l’impegno dei suoi discepoli per una vera giustizia, nella lotta di contrasto alle mafie e alla corruzione, dentro la verità dei nostri rapporti e il nostro impegno per la cura e la salvaguardia del pianeta. Se ci sarà ancora fede la potrà riconoscere da come abbiamo imparato ad accogliere, rispondendo alla sete di speranza degli impoveriti della terra.

E ci sarà FEDE nel Signore se con Lui e come Lui ci impegneremo in scelte di equità e di sobrietà, nella rinuncia a sentirci ricchi per imparare a diventare signori. Perché così ha fatto Lui, il Signore Gesù, volto visibile del Dio invisibile di cui oggi, riceviamo il dono dello Spirito.

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