A testa alta verso la Luce

Ci sono momenti nella vita dove le prove si sommano, tutto sembra andare  controvento, e sono momenti in cui la tentazione è quella del ripiegamento, dello scoraggiamento, della rinuncia. Sono momenti di vera fatica che, un po’ tutti, conosciamo. Proprio in questi momenti dal Signore viene una Parola: ”levate lo sguardo, la salvezza è vicina”.

È un invito solenne a convertirci. Convertirci non significa tornare indietro, tornare al passato, ma voltarci verso di Lui, la luce che illumina ogni persona. Vivere una vita finalmente illuminata, scoprire che il Regno di Dio è guarire dal  male, è il rifiorire della vita, è il mondo come Dio lo sogna. Dove nessuno è considerato uno scarto ma tutti, tutti sono dignitosamente accolti come fratelli e sorelle che accettano la fatica di imparare a conoscersi e ad amarsi.

Imparare a conoscerci, imparare ad amarci, imparare a prenderci cura gli uni degli altri come fa Dio con noi, è il grande compito, la vera missione che il Signore ci affida.

SILENZIO. PERDONO. LODE.

Dopo che Giovanni fu arrestato, Gesù si recò nella Galilea. Erode fa arrestare Giovanni per ridurlo al silenzio, i prepotenti di ogni tempo non accettano le voci libere, le voci profetiche. Silenziato Giovanni, la voce della giustizia non si sentiva più, il deserto tornava ad essere deserto e i poveri senza parola; Gesù non ci sta, prende l’iniziativa e comincia a parlare proprio nella disprezzata Galilea delle genti, nella periferia dove l’umanità fa più fatica.

In questa bruttissima settimana appena conclusa, dove abbiamo visto i nostri rappresentanti, dare il peggio di sé disegnando un paese  incattivito e diviso; due avvenimenti , che io considero un dono del Cielo, sono venuti a portare un po’ di serenità e di fiducia: il discorso di insediamento del presidente americano J. Biden, e la lettera che il vescovo di Bologna, Matteo Zuppi, ha scritto idealmente alla nostra Carta Costituzionale. Credo che ci farebbe molto bene a tutti se andassimo a rileggerli. Ci sono ancora uomini e donne che hanno il coraggio di essere Padri e Madri del proprio paese.

Gesù parte dalla disprezzatissima Galilea; quando i tempi si fanno difficili ci vuole il coraggio di ripartire la dove la difficoltà crea più sofferenza, dalle periferie esistenziali, appunto! Le prime sue parole sono”convertitevi e credete al Vangelo”. Giratevi verso la luce e accogliete una Parola che nutre e guarisce la vita.

Abbiamo tutti un grande bisogno di un po’ di luce e di ascoltare finalmente parole guarite, parole che non feriscono, parole capaci di liberare dal risentimento e dal disprezzo, parole capaci di togliere barriere e ostacoli, parole che dicano finalmente un po’ , almeno un po’ di onestà, parole che favoriscano la relazione invece dell’insulto e del disprezzo reciproco.

E poi la scelta e la chiamata dei discepoli. Li prende dalla vita concreta non da chi sta filosofando su un mondo ideale o idealizzato, ma dal mondo reale, quello della famiglia, del lavoro, della fatica quotidiana come a dire che il primo modo di contribuire al Regno di Dio è di fare bene quello che stiamo facendo.

Ogni volta che troviamo qualcuno che sta facendo bene il proprio mestiere o vivendo bene il proprio ruolo noi sentiamo di essere in presenza di autentici signori. Dal meccanico che ci aggiusta la macchina, al dentista, al medico di famiglia, al maestro dei nostri figli, all’impiegato di un qualsiasi ufficio, dall’aver avuto un buon padre e una buona madre fino al ricordo dei nonni o di chi ci ha cresciuto da piccoli, noi diciamo: era un vero signore, una vera signora, e ne siamo felici. Forse un giorno anche i preti non verranno più allevati nell’incubatrice protettiva del seminario ma nel cuore pulsante della società che fatica e lavora per un pezzo di pane buono e onesto; e saremo i migliori pescatori di umanità.

Che immagine meravigliosa ci offre il Signore! Pescatori di umanità, salvatori di naufraghi. Come a dire: cercateli in quel loro mondo dove credono di vivere e non vivono, che credono vitale e invece è un mondo senza ossigeno. Mostrate loro che l’umanità, pur con tutta la sua pesantezza, è fatta per un’altra respirazione, un’altra luce, un altro Spirito.

Gesù ci indica due movimenti: seguire Lui e andare verso il prossimo. È l’essenziale di ogni vita. Seguire il Signore Gesù, camminare nelle sue orme, moltiplicare i suoi gesti, fare nostre le sue parole, le sue azioni, le sue scelte, e poi andare verso il prossimo, facendoci custodi del bene , della vita, della speranza di tutti e di ognuno.

Come non ricordare il profeta Isaia: ”lo Spirito del signore è sopra di me, il Signore mi ha consacrato con l’unzione per annunciare  la vista ai ciechi, l’udito ai sordi, la parola ai muti, per curare le piaghe dei curi spezzati, rialzare dalla polvere gli umiliati e annunciare la Grazia del Signore?”

È la realtà del nostro essere cristiani, il nostro Battesimo, la nostra Cresima, l’Eucarestia di ogni domenica che custodisce e coltiva, facendola crescere la nostra vita di credenti, credibili e contenti.

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