A coloro che non contano niente

… Coraggio! Dio  non fa graduatorie. Non sempre si lascia incantare da chi sa parlare meglio. Non sempre, rispetto ai sospiri dignitosi del povero, dà la precedenza al canto gregoriano che risuona nelle chiese. Né sempre si fa sedurre dal profumo dell’incenso, più di quanto non si accorga del tanfo che sale dai sotterranei della storia.

Desidero rivolgermi a voi, perché sono convinto che il rinnovamento spirituale può partire solo da coloro che non contano niente. Riappropriatevi della città. Non sopportatela, ma vivetela. Vedrete: le cose cambieranno. Diversamente, non basterà il ristrutturarsi delle istituzioni democratiche. Non saranno sufficienti i buoni propositi dei politici. Non approderà a nulla l’infittirsi delle cosiddette scuole di politica. Così come saranno inutili i più raffinati programmi pastorali. Non invertiranno la corsa del mondo neppure i proclami dei vescovi.

L’avvenire ha i piedi scalzi, diceva uno scrittore francese. E voleva intendere che il futuro lo costruiscono i poveri. Sì, il processo di conversione a cui ci chiama la fatica di questi giorni deve cominciare da voi. Se riuscirete a liberarvi dalla rassegnazione, se riporrete maggiore fiducia nella solidarietà, se la rompete con lo stile pernicioso della delega, se non svendete la vostra dignità per un favore, se sarete così tenaci da esercitare un controllo costante su coloro che vi amministrano, se provocherete i credenti in Cristo a passare armi e bagagli dalla vostra parte, non tarderemo a vedere i segni della risurrezione.

Anche per la Chiesa servono tempi nuovi. E  dal domicilio dei poveri, dalla loro fame di dignità e di rispetto, si sprigionerà un così forte potenziale evangelizzatore, che la città, finalmente, traboccherà di speranza.

Don Tonino Bello, oltre trent’anni fa.


Ascolta: la libertà di G. Gaber

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